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Suarez e Vidal, l'usato sicuro nella corsa scudetto

Pirlo e Conte cercano gol e corse sicure nella sfida tra Juventus e Inter. Una strategia che cancella progetti e investimenti sul futuro

La corsa ai gioielli del (fu) Barcellona vede in prima fila Juventus e Inter, ovvero il meglio della Serie A che ha scelto di concentrarsi sull'usato sicuro per provare ad agguantare in fretta l'obiettivo della vittoria o, nel caso dei bianconeri, limitare al minimo le variabili che già sono notevoli alla voce allenatore. Luis Suarez con i suoi 465 gol distribuiti in 33 anni di vita e Arturo Vidal, classe 1987, rappresentano una scorciatoia più che un investimento. Entrambi costano tanto come stipendio (10 milioni l'uruguaiano e 6 più bonus il cileno), poco o nulla di cartellino essendo stati messi alla porta dal Barça che sta rifondando. Juventus e Inter fanno bene ad affidarsi a loro a costo di sacrificare un po' di gioventù e progettualità?

Sulla carta la risposta è positiva perché nell'immediato Suarez (o Dzeko) e Vidal potranno aiutare Pirlo e Conte a costruire o confermare progetti vincenti. Suarez porta in dote un curriculum internazionale perfetto per essere la spalla di Ronaldo (Dzeko invece sarebbe il compagno ideale per dividersi gli spazi d'attacco), mentre Vidal è il tipico giocatore contiano e consentirebbe di alzare subito il livello della sfida. Siccome gli altri nomi sono quelli di Kolarov (34 anni) e Darmian (30), il piano è sufficientemente chiaro e leggibile.

La Juventus e l'Inter della prossima stagione non saranno squadre vecchie, soprattutto nel loro presunto undici titolare. Avranno dentro anche tanti talenti giovani o in piena maturità e, quindi, non potranno essere accusate di aver ecceduto nel ricercare l'esperienza. Però è un fatto che uno dei limiti della Juventus di Sarri, riconosciuto dallo stesso Agnelli, fosse in una rosa da svecchiare e le prime settimane di mercato hanno segnalato una certa difficoltà nel dismettere parte di quel problema. La scelta di Suarez può essere letta come un'occasione da cogliere, ma è anche un vincolo pesante a livello economico che i dirigenti della Continassa si portano in casa sapendo bene che sarà difficile disfarsene in futuro.

L'Inter di Conte è passata dalla collezione di talenti futuribili (Sensi, Barella, Bastoni, Hakimi) all'usato sicuro con un'inversione a U che meriterà una spiegazione più approfondita a bocce ferme. Se l'idea è dare al tecnico quello che serve per inseguire subito lo scudetto, è bene che lo dica con chiarezza: è una scommessa funzionale. Altrimenti meglio il processo di crescita graduale, passo dopo passo, anche accettando di non essere subito da pole position nella griglia del campionato.

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