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Calciomercato

Scambi e plusvalenze: ecco il calciomercato dopo il Coronavirus

Una fitta rete di scambi e plusvalenze, cercando di rinforzare la squadra e mettendo al sicuro i bilanci. Ecco come sarà il calciomercato post Coronavirus, una specie di copione già letto nelle ultime stagioni ma ancora più spinto rispetto al passato perché la crisi da pandemia ha messo in difficoltà i club di tutta l'Europa e li costringerà a fare i salti mortali per evitare contraccolpi. Solo utilizzando questo filtro si possono leggere i movimenti di queste settimane, sospese tra la voglia di ripartire e la programmazione del futuro.

Anche se l'Uefa allenterà i paletti del Fair play finanziario, concedendo qualche flessibilità in più per evitare di dover gestire sanzioni ed esclusioni a raffica, le società hanno l'impellente necessità entro il 30 giugno di trovare sul mercato quello che è mancato a livello di incassi da stadio, sponsorizzazioni al ribasso e problemi con le tv per incassare le ultime rate dei diritti. Attenzione: non sono solo le italiane a vivere questa esigenza. Anzi. Siccome, però, con poco danaro circolante i colpi da decine o centinaia di milioni di euro sono destinati a estinguersi, ecco la scorciatoia delle valutazioni incrociate scambiando piedi buoni. Si muovono i calciatori, non il cash, e si trova la formula finanziaria giusta per venire incontro anche alle necessità di bilancio.

BARCELLONA E LAUTARO MARTINEZ

Come detto non sono solo le italiane a dover percorrere questa strada. La trattativa per portare Lautaro Martinez al Barcellona ne è l'esempio lampante. I catalani non hanno i 111 milioni di euro della clausola ma l'Inter non blinda l'attaccante come potrebbe fare lasciando scadere il termine del 7 luglio per esercitarla. Le società si parlano, tolgono e inseriscono calciatori da aggiungere a una somma variabile sulla quale l'intesa manca.

Del resto il Barça ha più di un guaio di bilancio ed entro il 30 giugno deve vendere (e molto) per evitare problemi con la Uefa. Già un anno fa fece un'operazione con il Valencia scambiandosi i portieri di riserva con iper valutazione. L'Inter, ceduto Icardi, ha meno fretta ma piazzare un'altra maxi plusvalenza potrebbe diventare vitale anche per trovarsi poi in posizione di forza sul mercato.

Pronostico? Potrebbe finire con un cash ridotto (80 milioni vanno bene?) e un giocatore iper valutato andando anche oltre la somma virtuale dei 111 milioni di euro. Il Barcellona segnerebbe la plusvalenza da urlo, magari spedendo in Italia un prodotto della Cantera, l'Inter uscirebbe vincente avendo alla fine valutato Martinez anche più del prezzo della clausola.

GLI INTRECCI TRA JUVENTUS E ROMA

Altro scenario che si ripete dall'anno scorso quello sull'asse tra Juventus e Roma. Un'estate fa lo scambio Spinazzola-Pellegrini, oggi sul tavolo ci sono tanti nomi. Quello da novanta è Nicolò Zaniolo che piace a Paratici da sempre ma che sembra il meno vendibile della scuderia giallorossa. Bisogna tenere a mente alcuni dati: intanto le difficoltà economiche della Roma, con Pallotta in uscita anche se è saltata la trattativa con Friedkin e con la prospettiva di un rosso a tre cifre al 30 giugno. E poi lo storico dei due club alla voce plusvalenze: 128 milioni per la Roma e 126 per la Juventus nel 2018-2019 (ultimo dato ufficiale).

Dunque sarà un giugno di intenso lavoro. Mandragora e Rugani da una parte, Kluivert, Cristante e Under dall'altra. L'importante è trovare l'incastro giusto per poter coniugare la tattica del campo a quella delle finanze. Del resto la leva delle plusvalenze è sempre più utilizzata anche dalle big, se è vero che nel 2019 in Serie A si è arrivati agli 800 milioni di euro complessivi.

PJANIC PER ARTHUR, SI FA?

Lo stesso vale per lo scambio Arthur-Pjanic tra Barcellona e Juventus. Seguire lo schema Inter-Lautaro Martinez con in più l'aggiunta della volontà della Juve di non chiudere senza l'inserimento del centrocampista brasiliano che, però, sta puntando i piedi per restare in Catalogna. Prelevato due estati fa per 40 milioni di euro, Arthur sarebbe perfetto sia dal punto di vista tecnico (piace a Sarri), sia da quello economico perché consentirebbe un'adeguata valutazione di Pjanic.

Come andrà a finire? Prima del 30 giugno è possibile tutto, poi lo scenario cambierà ma con moderazione perché anche la prossima sarà una stagione difficile per le società, alle prese con incertezze da pandemia sui ricavi da stadio e commerciali. La prima conseguenza è il mercato di questa estate, ma la scena si ripeterà ancora a lungo.

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