messi barcellona contratto inter calciomercato
Ansa
messi barcellona contratto inter calciomercato
Calciomercato

Messi all'Inter? Non sarebbe una follia (ma un sogno)

Può liberarsi a zero dal Barcellona, litiga con i dirigenti e (non) in tanti ci fanno un pensierino. Per Suning sarebbe lo sbarco definitivo nel grande calcio

Leo Messi via da Barcellona, senza pagare un euro di cartellino ma dovendosi occupare solo del suo ricchissimo ingaggio. Una suggestione rilanciata in tutta Europa dopo aver scoperto l'incredibile clausola inserita nell'ultimo rinnovo e che gli consente di liberarsi gratis nel giugno del 2020, con l'unico obbligo di doverlo comunicare al club con 30 giorni di preavviso. Se poi, come capita ciclicamente da anni, la Pulce entra in contrasto con i dirigenti del Barça ecco che il gioco è fatto e l'ipotesi che possa lasciare la Spagna per chiudere altrove la carriera, almeno agli occhi dei tifosi, diventa concreta.

E qui entrano in gioco i potenziali pretendenti. Una lista ristretta a non più di 5-6 club in giro per l'Europa, volendo togliere dal mazzo il Real Madrid (sarebbe vissuto come un tradimento insopportabile), forse il Liverpool che vive su equilibri ormai consolidati e la Juventus. Non perché i bianconeri non possano immaginare l'operazione, ma perché pensare di accostare Messi e Ronaldo avrebbe l'effetto di proiettarli nel fantacalcio con costi, però,difficilmente sostenibili.

L'ipotesi più probabile è che Messi resti dove si trova, forte di un amore smisurato per il Barcellona (ricambiato) e un contratto il cui peso viaggia dai 25 agli 80 milioni di euro, diritti di immagine inclusi, a seconda delle fonti. Però se suggestione dev'essere, leggere della possibilità di una sua clamorosa partenza ha attizzato soprattutto i tifosi dell'Inter. E se fosse il regalo di Suning per aprirsi definitivamente le porte del grande calcio?

Tralasciando ogni ragionamento su fatturato, monte ingaggi, equilibri di spogliatoio e fair play finanziario, Messi all'Inter non sarebbe una follia ma un meraviglioso acceleratore del processo di crescita di club e squadra. Così come accaduto con l'effetto-Ronaldo per la Juventus aumenterebbe l'appeal commerciale, gli introiti degli sponsor, la visibilità della Serie A in giro per il mondo mettendola appena in scia alla Premier League ma spingendo al sorpasso su Liga e Bundesliga.

Messi all'Inter sarebbe un regalo anche alle altre società italiane, così come lo è stato Ronaldo. Sarebbe la sfida definitiva di un colosso (Suning) all'altro (la famiglia Agnelli), il riaccendersi di una rivalità storica. Renderebbe l'asse Milano-Torino il centro del mondo calcistico e rinforzerebbe l'assalto italiano alla Champions League che manca dal 2010.

Sarebbe anche una specie di passo d'addio per San Siro, la Scala del football. Un'icona del pallone destinata a lasciare il passo alla modernità, ma premiata con un ultimo, intenso, giro di tango con 2 o 3 stagioni del più grande talento del pianeta. La tentazione di cedere alla suggestione è fortissima anche se la razionalità porta a una conclusione molto più pragmatica e cioè che, se anche Leo lasciasse Barcellona, prima dell'Inter e dell'Italia ci sarebbe da fare i conti con gli emiri di Parigi o Manchester.

Il blitz juventino per Ronaldo ha, però, aperto la strada ai sogni. Anche allora sembrava impossibile, eppure è diventato realtà. Benzina per chi vuole chiudere l'inverno sognando di svegliarsi a primavera con una trattativa impostata. Accadrà? Può darsi di no, ma già la suggestione racconta della nuova dimensione in cui il calcio italiano è entrato.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti