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Donnarumma, serve un atto d'amore verso il Milan

Il contratto verso la scadenza, una trattativa difficile con Raiola e la scelta del portiere: o via subito o accetti le condizioni del club per restare

Il futuro di Gigio Donnarumma, contratto in scadenza nel giugno 2021, è il primo nodo che il Milan dovrà sciogliere nei prossimi mesi, possibilmente in anticipo con il termine della stagione e l'inizio delle danze della sessione estiva di mercato. Non sarà semplice e le parole del potente Mino Raiola lo lasciano intuire. Il procuratore del portiere classe '99 ha bocciato il Milan di Elliott con parole sprezzanti e, soprattutto, aperto a uno scenario sul futuro di Donnarumma che spaventa, più che tranquillizzare, i rossoneri.

Quando dice di non voler sollevare polveroni intorno al suo assistito, ricordando che ci sono ancora due anni (in realtà uno e mezzo) di contratto, Raiola lancia un fiammifero e non una secchiata d'acqua sulla benzina. Il vero polverone, che Boban, Maldini e Gazidis non possono permettersi, è proprio il trascinamento del rapporto senza che si arrivi a un punto di convergenza.

Oggi Donnarumma è tornato ad essere un top assoluto e le sue prestazioni giustificano un valore sul mercato superiore ai 50 milioni di euro. Oggi. Ma già a metà estate, senza la firma sul rinnovo, la forza contrattuale del Milan diminuirebbe in maniera drastica per non parlare di cosa potrà accadere tra un anno, avvicinandosi alla scadenza.

E' agli atti che i primi approcci dei dirigenti sono stati respinti. Donnarumma guadagna già tanto (6 milioni netti) e per aumentare il suo stipendio serve uno sforzo non da poco per una società che dovrà misurarsi con i paletti della Uefa. Nell'estate 2017, scenario simile a quello che rischia di ripetersi tra qualche mese, fu decisiva la volontà di Gigio e della sua famiglia di restare anche contro il parere di Raiola.

Oggi? Accertato che Donnarumma ama il Milan, è arrivato il momento di (ri)dimostrarlo nei fatti. Dando il via libera a una firma che tenga conto delle necessità del club, ad esempio, oppure facendo a chiarezza sull'ipotesi di una partenza in estate. A malincuore, ma consentendo al Milan di monetizzare il massimo possibile, soldi che varrebbero oro per il bilancio. Una terza via non esiste, la strada maestra è quella della trasparenza assoluta.

In un mondo ideale il numero 99 sarebbe il capitano del Milan per tutta la sua carriera, diventandone il simbolo. Nella realtà, perché si creino le condizioni di una sua permanenza a Milanello, bisogna fare qualcosa di straordinario. Da capitano vero (pur senza fascia). Qualcosa che riporta alla Serie B di Franco Baresi o di Buffon, Nedevd, Del Piero e degli juventini scesi insieme alla loro squadra per poi riprendere slancio e scrivere la storia. Una cosa alla Donnarumma, non alla Raiola. In fretta e che sia un vero atto d'amore.

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