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Ansa
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Calcio

Senza Var e tecnologia non è più calcio

Gli errori nelle qualificazioni al Mondiale, l'autogol di Fifa e Uefa e il falso argomento sulla necessità che tutti abbiano a disposizione gli stessi strumenti

Prima il gol in fuorigioco (netto) della Francia contro l'Ucraina. Poi il colpo di testa di De Ligt a ballare ad altezza linea di porta nella serata sfortunata dell'Olanda in Turchia. Qualche errore qua e là, rigori negati e cartellini invertiti, prima del crescendo con la rete fantasma che ha negato al Portogallo la vittoria in Serbia col pallone abbondantemente oltre il limite, ricacciato fuori da un difensore serbo sulla lenta conclusione di Ronaldo e non visto dall'arbitro Makkelie e dal suo assistente Diks.

La prima settimana di partite sulla strada del Mondiale di Qatar 2022 è stata una caporetto. E ha dimostrato, se ce ne fosse ancora bisogno, che il calcio senza Var e Goal Line Technology nel terzo Millennio non è più sostenibile. Non dove la tecnologia è ormai una consuetudine come in Europa, dove la maggioranza delle federazioni hanno i loro campionati maggiori dotati delle nuove strumentazioni e dove le coppe più importanti si giocano con l'ausilio delle video assistenza. Scoprire che nelle partite che si disputano i stadi dove la GLT è presente (ad esempio a Parma per Italia-Irlanda del Nord) si è coperti, mentre dove non c'è (Belgrado) si gioca al buio non è una consolazione ma un'aggravante.

La spiegazione del mancato utilizzo della tecnologia è che non tutte le federazioni, nemmeno in Europa, si possono permettere la spesa. A maggior ragione in tempi di crisi economica. E lo stesso vale in misura ancora maggiore nel resto del mondo. In nome del low cost, dunque, meglio niente per tutti che qualcosa per qualcuno e basta. Anche per garantire uniformità di regole e strumenti all'interno della stessa competizione, cosa che però già non accade se - come detto - in alcuni stadi la GLT c'è e in altri no.

Il corto circuito di queste partite, con errori che rischiano di condizionare la corsa al Mondiale, ha portato i nodi al pettine. Cosa si dirà se il gol fantasma del Portogallo risulterà decisivo nel promuovere la Serbia lasciando a casa Ronaldo? Che il torneo sarà stato falsato perché laddove l'errore è evitabile è difficile accettare che venga commesso in nome di una decrescita felice e ugualitaria del calcio moderno.

Argomento oltretutto privo di contenuto in partenza. Perché già oggi, anche dentro la stessa coppa e lo stesso campionato, si giocano partite con strumenti di controllo e giudizio differenti. In Serie A, ad esempio, ci sono match con 12 telecamere e altri con 16 e più: tutto da contratto, previsto dal bando della Lega. E dunque? Nessuno si è mai sognato di chiedere di limitare l'utilizzo delle immagini a un numero al ribasso di inquadrature per allinearsi alle partite meno coperte televisivamente. La Fifa sta studiando il Var light, protocollo adattato per sfida con meno di 8 telecamere. Il senso è che non si può più fare a meno della tecnologia, anche laddove non si possa garantirla al massimo della sua potenzialità. L'esperienza di questa settimana dimostra che si doveva cominciare da subito, senza costringersi a un ritorno nel Medioevo del pallone.

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