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Serie A, ecco date e orari per ripartire dopo il Coronavirus

L'idea della Figc è di ripartire a scaglioni cominciando con la Serie A. In campo a fine maggio, scudetto il 12 luglio: ecco le misure di sicurezza - CALCIO, ECCO LE IPOTESI PER I CAMPIONATI IN EUROPA

Nemmeno la frenata degli esperti ha cambiato il piano di lavoro di Federcalcio e Lega Serie A, sempre più convinte che il massimo campionato debba ripartire dopo l'emergenza Coronavirus arrivando ad assegnare in campo lo scudetto e consentendo di limitare danni comunque ingenti. Come e quando sarà deciso dagli esperti e dal Governo, ma l'indicazione è che nella cosiddetta Fase 2, nella quale riapriranno molte attività economiche del Paese, dovrà esserci spazio anche per il pallone di vertice. Sta succedendo in Italia, malgrado le polemiche di chi insiste per la chiusura immediata, ed è un copione recitato anche all'estero nei campionati di maggior interesse del Vecchio Continente. La Serie A si muove nel solco delle indicazioni di Fifa e Uefa così come stanno facendo Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue1 francese. Un fronte compatto.

IL VIA SCAGLIONATO DALLA SERIE A

Il documento che la Figc invia al Governo con le linee guida studiate dalla sua commissione medico scientifica prevede alcune misure stringenti per mettere in sicurezza il calcio quando dovrà ripartire. Le due più importanti sono una fase di ritiro per squadre e componenti dello staff (magazzinieri e non solo) sul modello di quello attuato in estate, così da isolare la famiglia del pallone da ogni possibile contagio. Poi sanificazione e misure stringenti di garanzia fino ad arrivare alle visite mediche che saranno preliminari al riavvio dell'attività. Una mole di lavoro che potrà portare a uno scaglionamento dando priorità alla Serie A per seguire poi Serie B e Serie C.

Il ritiro sara' preceduto da uno screening (72-96 ore prima di iniziare) a cui si dovrà sottoporre tutto il gruppo squadra. Tali indagini prevedono, oltre all'esecuzione del test molecolare rapido e del test sierologico (con la tipologia che sara' indicata dalle autorita' competenti), un'anamnesi accurata, una visita clinica (valutazione degli eventuali sintomi e misurazione della temperatura corporea) ed esami strumentali e del sangue.

LA DATE DELLA RIPARTENZA

Sulle date non c'è certezza anche se la Figc ha lavorato per scrivere il protocollo medico che riaccompagnerà la riapertura agli allenamenti che il ministro Spadafora ha indicato nel 4 maggio. L'ipotesi più affascinante su cui lavorano Figc e Lega Serie A è un ritorno alle partite nel week end del 30-31 maggio con la 27° girornata (significherebbe avere in campo le 20 squadre tutte insieme) o con i recuperi di quanto manca della 25° (solo 4 partite). Esiste una piccola idea di anticipare il tutto di qualche giorno per disputare le semifinali di ritorno della Coppa Italia Napoli-Inter e Juventus-Milan.

La Serie A deve giocare 12 giornate più 4 recuperi per arrivare alla fine della stagione. Sono complessivamente 124 match che sarebbero distribuiti senza sosta utilizzando il martedì-mercoledì e poi il sabato-domenica. Così si arriverebbe a chiudere il 12 luglio, data originariamente occupata dalla finale dell'Europeo che è stato spostato al 2021. Armonizzando il calendario con la Uefa e le altre leghe si potrebbe poi dare spazio a Champions League ed Europa League.

GLI ORARI PER LA RIPARTENZA

Chiaramente si tratterebbe di una soluzione d'emergenza con ritorno in campo per consegnare alle televisioni il prodotto già pagato ed evitare costosissimi contenzioni sull'ultima rata da oltre 200 milioni di euro. C'è, però, l'incognita del caldo. Il piano prevede che fino al 21 giugno si possano spalmare le partite dalle 15 alle 21 creando tre slot: quello delle 15, le 18 e le 21 per la prima serata. Poi dopo il 21 giugno, in piena estate, gli slot resterebbero solo due alle 18 e alle 21 per evitare ai calciatori sforzi eccessivi e potenzialmente pericolosi anche per la salute.

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