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Calcio

Il pasticcio Salernitana: Figc contro Lotito

La federazione blocca il trust proposto dal presidente, che deve vendere essendo già proprietario della Lazio. In un intreccio di norme e pressioni che rischia di fermare il campionato

Quale campionato disputerà la Salernitana nella prossima stagione? La Serie A che si è guadagnata sul campo, con una storica promozione, oppure ancora la Serie B? Domande senza risposta a meno di due mesi dal via del prossimo campionato. Tutta colpa dell'intreccio che lega in maniera ad oggi indissolubile Claudio Lotito, patron del club campano, la Lazio dello stesso Lotito e la Figc di Gravina che non vuole fare deroghe alle norme interne secondo cui due squadre che fanno capo alla stessa proprietà non possono stare nello stesso torneo. Quindi Lazio e Salernitana non hanno modo di partecipare alla A insieme e l'unica soluzione che i granata è la cessione. Oppure il trust a scadenza, ma che sia cieco nel senso di non controllato o controllabile in nessun modo da Lotito che pretende tempo adeguato per vendere e non regalare una società che oggi ha i conti in ordine e la prospettiva di giocare nel campionato più ricco d'Italia.

L'ultimo step della vicenda che si trascina dalla primavera lo ha scritto la Figc che ha respinto il trust proposto da Lotito e dal cognato Mezzaroma, socio nella guida della Salernitana. No deciso perché il dossier presentato in via Allegri ha mostrato agli occhi dei tecnici e dei legali della federazione più di qualche criticità a partire dalla nomina di un doppio trustee con il generale Vincenzo Coppola e l'avvocato Matteo Giuseppe Masoni nel ruolo di guardiani dei presidenti. Figure ritenute evidentemente troppo vicine allo stesso Lotito per garantire l'effettivo distacco totale della Salernitana dalla Lazio.

I rilievi che hanno portato la Figc alla bocciatura puntano proprio su questo aspetto: "In virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso, non sia un vero e proprio 'blind trust'. E non è stata assicurata indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti". Dunque tutto da rifare o, almeno da correggere in fretta perché la scadenza per l'iscrizione alla Serie A si avvicina e al duo Lotito-Mezzaroma sono stati concessi pochi giorni per cercare una soluzione differente. La deadline è stata posizionata sabato 3 luglio alle ore 20. E poi?

Il rischio concreto di una beffa per la Salernitana esiste anche se le pressioni politiche perché non si ribalto il verdetto del campo sono forti. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, si aspetta da settimane che Lotito venda ed è convinto che qualche offerta sia arrivata. Il nome è quello di Andrea Radrizzani che avrebbe messo sul tavolo 45 milioni di euro ritenuti, però, troppo pochi dagli attuali proprietari. Da qui l'idea di accettare il trust vincolandolo all'assoluta indipendenza rispetto ai proprietari attuali e al termine di sei mesi per vendere con prezzo deciso da una perizia terza.

Pressioni esercitate anche dalle altre società del massimo campionato in un clima di tutti contro uno (Lotito). Che nelle assemblee non viene invitato come presidente della Salernitana e per altro è pure sotto squalifica per la vicenda dei tamponi della Lazio. Molti vedono di cattivo occhio qualsiasi concessione possa essergli fatta sui campani e la gara a candidarsi per un eventuale ripescaggio si è già aperta con Cittadella (sconfitta nella finale playoff) e Benevento (18° e retrocesso nell'ultimo campionato) in prima fila.

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