tratto da Twitter @DAZN_IT
Calcio

Mani e rigori: regola da cambiare (ma polemiche strumentali)

La sfida scudetto tra Juventus e Atalanta decisa da due penalty casuali (ma che c'erano). Il caos sulle norme e i veleni di chi si lamenta a settimane alterne

La Juventus non vincerà lo scudetto per i due rigori concessi per tocchi di braccio casuali nella sfida con l'Atalanta, anche se è oggettivo che il pareggio strappato alla squadra di Gasperini mette definitivamente in discesa la strada dei bianconeri. Lo vincerà perché nell'arco di tutta la stagione è stata la più continua e completa, ha attraversato diverse fasi anche di difficoltà, non ha mai convinto in pieno eppure ha continuato ad accumulare punti e vittorie a differenza delle potenziali avversarie per il titolo che tutte, prima o dopo, si sono sgonfiate e attorcigliate nei propri limiti.

Detto questo, l'epilogo di Juventus-Atalanta è perfetto per spiegare la frustrazione che si prova in una stagione in cui l'andamento degli arbitraggi è stato ondivago, il caos interpretativo delle norme spalmato lungo dieci mesi di calcio dando a tratti la sensazione di avere a che fare con un mostro a tante teste, non tutte coerenti l'una con l'altra. I tocchi di braccio di De Roon e Muriel, episodi totalmente casuali e avulsi dall'andamento della partita, hanno privato l'Atalanta di una vittoria strameritata e che avrebbe acceso il sogno dello scudetto anche se va ricordato che i punti di distacco da colmare sarebbero stati 7 (scontro diretto compreso) e le giornate rimanenti solo 6 e nemmeno impossibili per la Juventus.

Giacomelli e il Var Irrati, però, hanno scelto bene e, infatti, non c'è moviola del giorno dopo che li condanni. Eppure la sensazione complessiva è di aver assistito a Torino, così come in altre situazioni precedenti, a un calcio molto televisivo e poco reale. Qualcosa di lontano dallo spirito che anche i legislatori del pallone vogliono preservare. C'è bisogno di chiarezza in fretta sulla materia dei tocchi di mano, sia in fase difensiva che in fase offensiva: uomo di Leonardo, spalla, braccio, polpastrelli, contatti sul gol o sull'assist, tutta materia che il tifoso ma anche l'addetto ai lavori fatica ormai a comprendere.

I rigori di Juventus-Atalanta hanno dato fiato all'esercito mai sciolto dell'anti-juventinismo a prescindere eppure è un fatto che siano arrivati in coda alla settimana in cui la stessa Juventus si era lamentata per la stessa ragione ma a ruoli invertiti, ricordando il numero di penalty contro in questo campionato e le tante situazioni mani-braccio finite con un rigore contro. Al netto di qualche svista, aveva torto Sarri dopo il derby con il Torino e ha torto chi adesso parla di scandalo per il pareggio con la banda Gasperini. Fa comodo per fare polemica ma non serve a nulla e non avvicina la soluzione del problema che passa attraverso una semplificazione assoluta di norme e direttive per limitare le zone grigie e sfruttare al massimo la potenzialità delle video assistenza.

Gasperini dice che si tratta di un problema solo italiano e che pesa l'interpretazione che i nostri arbitri danno a una norma mondiale: i numeri gli danno ragione e questo aiuta nel tracciare la strada. Non servirà ricominciare da zero e chiedere chissà quale intervento all'Ifab, ma basterà mettere paletti comprensibili e coerenti, possibilmente non troppo zelanti per evitare corto circuiti come quelli vissuti in questa stagione. Non è un optional ma un obbligo per i vertici arbitrali.

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