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Calcio

Sarri esonerato: i nomi per la panchina della Juventus

Il tecnico saluta dopo il fallimento in Champions League. Pochettino, Simone Inzaghi e Zidane nei piani di Agnelli per il nuovo corso - JUVENTUS, ANATOMIA DI UNA DEBACLE

Maurizio Sarri paga il fallimento in Champions League della Juventus. La sua avventura sulla panchina bianconera si chiude dopo solo una stagione, con in mano lo scudetto (il nono consecutivo per il club e il primo assoluto per lui in carriera) ma condannato dal flop europeo e dalle tante incertezze che hanno costellato l'annata. La pausa di riflessione annunciata a caldo dal presidente Andrea Agnelli è durata lo spazio di una notte, poi il verdetto: esonero. Pur con in mano due anni di contratto (scadenza 30 giugno 2023) a 5,5 milioni di euro netti più bonus.

Una decisione maturata da tempo. L'addio alla Champions League dopo la peggiore campagna europea degli ultimi anni ha solo fatto da acceleratore e lo stesso tecnico lo aveva capito. Alla vigilia aveva spiegato che il suo lavoro non sarebbe stato giudicato solo sulla base di una singola partita, quella con il Lione. Proprio per questo il suo destino era segnato. Troppo lontana la Juventus da uno standard di gioco accettabile e molto distanti i giocatori dalla comprensione di una filosofia opposta rispetto a quella di un gruppo abituato a vincere facendo un altro calcio. Sarri non è certamente l'unico responsabile e il gruppo, come ha ammesso anche Agnelli, andrà rivisto in profondità perché pare aver spremuto il massimo, però un segnale di rottura andava dato immediatamente e il club ha deciso di non lasciar trascorrere tempo. In fondo la Juventus si fermerà solo un paio di settimane prima di ripartire con la preparazione del nuovo anno.

ALLENATORE JUVENTUS: I POSSIBILI NOMI

Tempi ristretti che condizionano anche la caccia al prossimo allenatore. Di sicuro si tratterà di un nome scelto da Andrea Agnelli che sul cambio tra Allegri e Sarri ha messo la firma per accettazione spiegando però sempre di essersi fatto consigliare dai dirigenti cui è affidata la conduzione della parte tecnica. Il feeling con Zinedine Zidane non è un mistero, ma il francese è legato al Real Madrid da un contratto onerosissimo (12 milioni netti) e in scadenza solo nel 2022. Difficile immaginare che Florentino Perez sia disposto a salutarlo nuovamente dopo lo choc post finale di Kiev nel 2018 e una Liga vinta anche e soprattutto grazie al lavoro intelligente di Zizou in uno spogliatoio con mille problematiche.

Sotto contratto ancora per un anno anche Simone Inzaghi cui la Lazio ha offerto fin qui inutilmente il prolungamento. E' un profilo che piace e che ha già avuto contatti con la Juventus, anche per la vicinanza a Paratici. I tempi stretti e la volontà di Lotito possono però incidere sulle chance di fare il grande salto della carriera. E poi c'è il nome di Mauricio Pochettino, piemontese d'origine e sulla cresta dell'onda fino a 18 mesi fa. Ha portato il Tottenham alla finale di Champions League poi persa contro il Liverpool, si è fatto ammirare per stile e modello di gioco però la sua avventura con i londinesi è finita male: esonerato a novembre dopo aver raccolto pochissimo nell'avvio di stagione.

Quello di Pochettino è un nome dal profilo internazionale, certamente molto più adatto all'ambiente Juventus rispetto a Sarri, ma con un neo non da poco per le ambizioni bianconere: nella sua carriera da allenatore non ha vinto nulla. Non il migliore dei biglietti da visita possibili per sbarcare alla Continassa dopo il trauma di questa stagione.

Ultima la suggestione di Andrea Pirlo, appena annunciato come allenatore della Juventus Under 23, direttamente paracadutato sulla panchina dei grandi. Con lui un tutor di grande esperienza come Fabio Capello che conosce tutto del mondo bianconero. Agnelli ha in testa per Pirlo una carriera da Guardiola allevato tra Vinovo e la Continassa, ma accelerare i tempi significherebbe rischiare di bruciare tutto il progetto essendo l'ex centrocampista del Milan, della Juventus e della Nazionale un esordiente assoluto.

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