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Ansa
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Calcio

Un anno dopo il lockdown, l'Italia inizia la corsa al Mondiale

Mancini a Parma contro l'Irlanda del Nord: obiettivo 2022. Il legame con città e regioni toccate dalla maglia azzurra anche in tempo di pandemia (e senza pubblico)

L'Italia avvia la sua corsa al Mondiale del 2022 da Parma. Lo fa contro l'Irlanda del Nord nella prima partita di un girone sulla carta abbordabile (ci sono anche Bulgaria, Lituania e Svizzera) ma nel quale sarà vietato deconcentrarsi pensando ad altro, ovvero all'Europeo incombente e poi alle questione dei club e di due stagioni che si accavalleranno con pochissima sosta in mezzo. Bisogna vincere e farlo in fretta, per proseguire il trend che ha visto gli azzurri superare di slancio la fase che porta a Euro 2020 (poi diventato Euro 2021), inanellando 10 successi e stabilendo un record storico. Grandi applausi allora, grandi responsabilità adesso in un anno solare dispari che presenterà a Mancini non solo una buona fetta degli impegni per andare in Qatar nell'inverno del 2022, ma anche l'Europeo già citato e la finale di Nations League organizzata in casa.

L'agenda è piena, insomma. Ed è un peccato che il passo iniziale, chissà quanti altri, debba essere compiuto nella cornice desolata di uno stadio senza pubblico. La Figc ha scelto per Italia-Irlanda del Nord il Tardini di Parma e non è un caso. Dalla scorsa estate, da quando il lockdown duro e puro ha lasciato spazio alle regioni a colori e alle restrizioni alternate, l'Emilia Romagna ha puntato forte sullo sport per cercare di fare circolare il suo nome. Si è presa due GP di Formula Uno restituendo vita allo storico circuito di Imola, ha raddoppiato l'appuntamento della MotoGp, chiesto e ottenuto l'organizzazione del Mondiale di ciclismo lasciato libero dalla vicina Svizzera e scommesso le sue fiche sull'immagina di un territorio aperto ai grandi eventi.

"Crediamo molto in questi investimenti perché lo sport è anche un grande mezzo di promozione del nostro territorio" ha spiegato il presidente Stefano Bonaccini, intervenendo in un evento al Teatro Regio di Parma dedicato alla maglia azzurra, con sul palco (virtuale) anche il numero della Figc, Gabriele Gravina, la ct del miracolo femminile, Milena Bertolini e vecchi volti legati alla nazionale come Gianluca Pagliuca e Gianfranco Zola.

Tradizionalmente lo sbarco dell'Italia in una città, soprattutto di provincia, è sinonimo di festa. La pandemia e i divieti hanno annacquato il significato concreto di vicinanza, non cancellato la suggestione di legarsi a una delle 832 tappe della storia della nazionale italiana di calcio che da Parma parte anche per cancellare lo sfregio della mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018. Il triennio successivo e i risultati di Mancini hanno scolorito la delusione di quei giorni, non mandato in archivio per sempre un momento buio che resterà nella memoria collettiva. Anche per questo, pur senza pubblico presente e con la testa al campionato, è prevedibile che almeno per una sera i tifosi italiani tornino a concentrarsi sulla nazionale.

Che regala emozioni uniche, come chi ha vestito quella maglia ama ricordare: "Emozioni incredibili" le ha definite Pagliuca tornando all'avventura del Mondiale made in Usa del 1994, quello perso ai rigori contro il Brasile. "Ricordo la soddisfazione dei nostri connazionali quando abbiamo vinto a Londra e quanto fosse importante per loro quella partita" ha tirato fuori dal cassetto della memoria Zola. Si ricomincia stasera. Buon viaggio fino al Qatar.

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