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Calcio

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Diario di Qatar 2022, giorno 5 - Germania con un piede fuori, Belgio salvato dal portiere: cosa succede al calcio mondiale? - QATAR 2022, TUTTI GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA

Appunto sull'agenda: non prendere impegni per domenica sera alle ore 20. C'è Germania contro Spagna ed è una specie di spareggio thriller, con i tedeschi che sono spalle al muro, praticamente con un piede fuori dal Mondiale prima ancora di avere iniziato. La loro situazione è peggiore di quella dell'Argentina, l'altra grande delusa del primo giro di sfide in Qatar: mentre Messi e soci sono in un gruppo in cui le altre hanno pareggiato (e il livello è più basso), per i tedeschi c'è l'incubo della super Spagna e in caso di pareggio nella sfida diretta l'eliminazione sarebbe una prospettiva quasi certa.

Il Mondiale non ha vie di mezzo; ci sono sfide selvagge e sorprendenti oppure ci si annoia. Già tre pareggi senza reti (in Russia nel 2018 uno solo in tutta la manifestazione) e due esibizioni tennistiche in cui la big di turno ha preso a pallate il povero avversario: indicazioni utili in vista dell'allargamento a 48 squadre che non sarà sinonimo di qualità anche se le imprese dell'Arabia Saudita e del Giappone, oltre alla partita del Canada contro il Belgio, confermano che il calcio sta cambiando.

A proposito di Canada, la sconfitta è figlia di una buona dose di sfortuna. Ad esempio, aver incrociato il signor Janny Sikazwe, arbitro zambiano già noto perché qualche mese aveva fischiato precocemente la fine della finale di Coppa d'Africa per due volte avendo fatto confusione con il cronometro. Ne ha combinate di tutti i colori, negando almeno un paio di rigori ai nordamericani che ci hanno anche messo del loro sbagliando quello concesso (su gentile intercessione del Var); il Mondiale è anche questo, la geopolitica lascia a casa fischietti di alto livello per dare spazio a figure non adeguate.

La Germania è su tutte le prime pagine del mondo non solo per aver perso contro il Giappone, ma anche per essersi ribellata apertamente alla censura della Fifa a proposito di fasce arcobaleno. Bisogna dire che il 'No' di Infantino si sta trasformando in una cassa di risonanza enorme per la battaglia sui diritti civili; si sono visti anche un paio di ministri in tribuna, seduti al fianco del presidente della Fifa, con addosso la fascia 'One Love'. Se non fosse che le cose sono andate come le abbiamo raccontate, verrebbe quasi da pensare che il divieto ai capitani sia stata un'abile operazione di marketing per rendere ancora più forte il messaggio.

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