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Calcio

Il fattore Dybala sulla ripresa Juve

Più di Ronaldo e del gioco è la Joya ad aiutare Sarri a rialzarsi dalle critiche. In attesa del rinnovo di contratto

Più di Ronaldo e della fluidità di gioco. Più di Pjanic e degli altri uomini di sostanza e fantasia. Più di tutto è Paulo Dybala la stella polare della ripresa della Juventus che, dopo aver gettato via la Coppa Italia con due prestazioni discutibili, è tornata a vincere non appena rimesso piede in campo per il campionato. Il successo di Bologna è pesante perché toglie il velo di negatività che stava avvolgendo i bianconeri, costretti a misurarsi con il secondo trofeo perso in stagione e messi davanti alla realtà di una rivoluzione di gioco non del tutto metabolizzata.

Era una partita chiave come lo saranno altre da qui alla fine del campionato, prima di tuffarsi nell'ottovolante della Champions League. La Juventus ha vinto e il tabellino dei marcatori, che riporta i nomi prima di Cristiano Ronaldo e poi di Paulo Dybala, non deve ingannare. E' stato Dybala l'anima dei campioni d'Italia, la scossa che li ha accesi subito all'inizio mettendo pressione e un po' di paura alla squadra di Mihajlovic.

Era successo anche contro il Milan nella semifinale di Coppa Italia e in parte (molto meno) contro il Napoli nella finale. La prima annotazione è che l'argentino sta abbastanza bene dal punto di vista fisico, la seconda è che non soffre la coesistenza con Ronaldo che lo obbliga ad accentrarsi e la terza è che dal punto di vista caratteriale è cresciuto. Se poi si aggiunge che Dybala è stato il caso-Covid della Juventus, con la sua lunghissima convalescenza prima di risultare negativo, ecco che anche a livello simbolico il quadro è completo.

Dybala meglio di Ronaldo in questo momento. Più veloce, brillante, leggero, determinato e determinante. Si è preso la Juve sulle spalle e l'ha traghettata lontano dalle critiche e dalle polemiche almeno per un po'. In un anno il mondo della Joya si è completamente ribaltato. Nel giugno scorso era sul mercato, sacrificato alle logiche di bilancio e alla necessità di vendere per poi comprare. Rimasto più per sua volontà che per desiderio del club (che però non lo ha mai scaricato completamente), Dybala ha saputo risalire la corrente e adesso tira il gruppo.

Nessuno discute più i 7,5 milioni netti che la Juventus gli riconosce come stipendio. Anzi. Il rinnovo con prolungamento è ormai una priorità e i discorsi sono intavolati, anche perché la scadenza del 2022 comincia ad avvicinarsi in maniera pericolosa. Le parti, entrambe, puntano all'accordo. Anche con qualche sassolino da togliersi dalla scarpa come ha fatto l'argentino nelle scorse settimane ricordando perfidamente l'estate 2019. Tra domanda (12-15 milioni) e offerta si troverà il solito compromesso. Sarri, però, già da adesso ha trovato un leader silenzioso in mezzo al campo.

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