dazn sky accordo serie a decoder diritti campionato dove vederlo
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Calcio

Dazn, Tim e Sky verso l'accordo: dove vedremo la Serie A

Il prossimo campionato può tornare nel bouquet della tv satellitare, TIM rinuncia all'esclusiva (risparmiando) e vengono superati i problemi tecnici - DAZN, ECCO I PREZZI PER LA STAGIONE 2022-2023

A meno di un mese dal via del campionato, si sta delineando l'offerta televisiva per gli appassionati italiani. Una vicenda che intreccia questioni economiche e di progetto industriale, con tre attori in campo: DAZN, detentore dei diritti fino al 2024, TIM che della OTT tedesca è partner commerciale e tecnologico ma che da mesi chiede uno sconto sul prezzo pattuito per l'intesa, e Sky che un anno fa rimase bruciata nell'asta per il triennio 2021-2024 dei diritti tv della Serie A.

Rumors sempre più forti lasciando intendere che un accordo sia in arrivo e che la conseguenza sarà riportare le immagini della Serie A su Sky: non come broadcaster, se non per le 3 partite a giornata che già detiene in co-esclusiva con DAZN, ma come ospite sulla propria piattaforma Sky Q della app di DAZN, così da consentire la visione del prodotto calcio anche attraverso la tv satellitare. Una soluzione che verrebbe incontro alle esigenze di tutti i protagonisti della vicenda.

L'accordo prevede, infatti, la rinuncia da parte di TIM dell'esclusiva che ne proteggeva il ruolo di partner della OTT tedesca, consentendo così di quantificare il forte sconto richiesto rispetto ai 340 milioni di euro garantiti per ognuna delle stagioni. Quanto? Non meno di 90-100 milioni, lasciando a DAZN la possibilità di fare accordi anche con altri distributori e, dunque, con Sky. Il vantaggio per l'emittente satellitare, che ha perso nell'ultimo anno una fetta inferiore di abbonati rispetto a quanto preventivato la scorsa estate, è evidente: tornare ad offrire il meglio del campionato italiano direttamente dalla propria piattaforma.

Non producendolo in proprio, ma rilanciando il segnale di DAZN come avvenuto già dal 2019 al 2021 quando l'attuale detentore dei diritti aveva nel suo pacchetto solo 3 partite ogni turno di campionato. Soluzione che ridurrebbe a zero o quasi anche i problemi tecnologici riscontrati più volte nel corso dell'ultima stagione, abbassando il numero di chi si collega alle partite in streaming e limitando la congestione delle reti.

Che i dialoghi siano in corso lo conferma anche quanto avvenuto in Germania dove le due aziende hanno sottoscritto un patto per riunire la Bundesliga sotto il marchio Sky con un prezzo scontato (39,90 euro) rispetto alla somma delle due offerte separate anche se in Germania DAZN aveva solo 106 delle 360 partite totali e non, come in Italia, l'esclusiva assoluta di 266 su 380.

Di sicuro la stagione che si apre a Ferragosto segnerà una discontinuità rispetto all'ultima. La OTT ha infatti aderito a quanto richiesto da Agcom e uscirà dal sistema autonomo di rilevazione degli ascolti, con certificazione di Nielsen, per affidarsi ad Auditel.

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