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Calcio

Champions, la buona stella di Pirlo

Sorteggio favorevole alla Juventus che pesca il Porto. Lazio malissimo (Bayern Monaco) e Atalanta così così. Ma a marzo potrebbe essere tutto diverso...

Difficilmente immaginare un sorteggio migliore per la Juventus negli ottavi di finale della Champions League e difficile, forse impossibile, immaginarne uno peggiore per la Lazio. In mezzo c'è l'Atalanta, ma nel complesso l'urna di Nyon non ha trattato benissimo il calcio italiano, sbarcato con tre squadre su quattro nella seconda fase della coppa più importante. Nulla che non fosse prevedibile, considerato che solo i bianconeri hanno vinto il proprio girone garantendosi un'urna morbida in una stagione in cui la polarizzazione tra le big e le altre è marcata come raramente lo è stato in passato.

La Juventus se la vedrà con il Porto. Non è solo una questione di statistica (una sola volta l'incrocio ha sorriso ai portoghesi) e pedigree continentale; la differenza tra i bianconeri e i lusitani è netta e l'aria che si respira intorno alla Juventus molto diversa rispetto a quella di un anno fa quando la corsa in Champions di Sarri si è infranta su uno scoglio considerato (a ragione) tutt'altro che insuperabile come il Lione. Pirlo sta pazientemente costruendo la sua rivoluzione, rimontando pezzo dopo pezzo una squadra rimasta a metà del guado dopo la scelta 'giochista' di Agnelli.

La sensazione è che tanti bianconeri, Ronaldo come capofila, vivano questa stagione europea come una sorta di Last Dance. Se non proprio l'ultimo tentativo di arrivare al Sacro Graal, almeno una chance difficilmente ripetibile considerato che le grandi di Spagna sono in fase di transizione e l'orizzonte delle avversarie pare meno complesso del solito. Forse un'illusione, ma se si unisce il tema del tempo che scorre anche per CR7 e per la sua avventura torinese il quadro porta a ragionare come se fosse uno degli ultimi colpi a disposizione di un gruppo che ha scritto la storia in Italia senza riuscire ad esportarla in Europa.

La Lazio è stata sfortunata, senza se e senza ma. Il Bayern Monaco è oggi la squadra più forte in circolazione e pare avere ancora appetito pur avendo appena alzato al cielo di Lisbona la coppa dalle grandi orecchie. Qualche difficoltà iniziale non deve ingannare perché da marzo in poi sarà un altro calcio, con le gerarchie pronte a venir fuori con prepotenza. La Champions dagli ottavi in poi è la competizione meno democratica che esista; non sai chi vince (cinque vincitori diversi nell'ultimo decennio), ma è abbastanza semplice prevedere chi si può trovare all'altezza delle semifinali ed è quasi sempre l'aristocrazia del calcio europeo.

Un gruppo ristretto di cui fa parte certamente il Real Madrid e non l'Atalanta. Si fosse giocato ad agosto la banda Gasperini avrebbe avuto più di una chance di andare avanti. Adesso è una sfida dalla lettura difficile perché i madrileni sono in versione ridotta, la meno competitiva dal 2010, mentre l'Atalanta sembra un giocattolo cui si è inceppato il meccanismo. A febbraio chissà.

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