stadi chiusi crisi covid calcio bilanci conti fallimento barcellona camp nou
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Calcio

Calcio-crac: tifosi in fuga dagli stadi (anche dopo il Covid)

Ricavi a picco nel 2020, ma il timore è che la crisi sia molto più lunga. Solo la metà dei fans abituali pronta a tornare subito negli impianti quando verranno riaperti

E' uno tsunami la cui onda lunga rischia di travolgere il mondo del calcio per molto più tempo rispetto a quello che oggi si riesce a stimare. Il Covid sta disastrando i conti dei club europei, senza ricavi e con problemi di liquidità, indebitati fino al collo in alcuni casi e a caccia di denaro liquido per evitare il default. La situazione è grave per tutti e drammatica per alcuni. Della fase di transizione che sta attraversando l'Inter, alle prese con il blocco dei fondi Suning dalla Cina, si è detto e scritto molto. In Spagna hanno fatto rumore i numeri del bilancio del Barcellona con 1,1 miliardi di euro di debiti di cui 730 milioni in scadenza nei prossimi mesi, tanto da obbligare il club catalano a trattare con gli istituti di credito delle dilazioni e a non immaginare nemmeno, in questo momento, di poter formulare un'offerta di rinnovo di contratto alla stella Leo Messi.

Il tradizionale report Deloitte Football Money League ha fotografato i termini della crisi. Nel 2020 i Top 20 club europei hanno visto scendere i loro fatturati di 1,1 miliardi di euro (-12%) da 9,3 a 8,2 miliardi. Un crollo spalmato su tutte le voci che compongono la fetta dei ricavi, ma che ha pesato in maniera particolare e preoccupante in prospettiva soprattutto nell'area stadi. Una voce che da sola, nel 2019, pesava per quasi 1,5 miliardi e che si è contratta di 257 milioni di euro a causa del lockdown imposto a marzo e che ha serrato le porte degli impianti anche alla ripresa dell'attività.

Attenzione, però, perché il danno nel 2021 sarà di gran lunga superiore visto che le porte chiuse sono una prospettiva che minaccia di accompagnare campionati e coppe fino a giugno, moltiplicando esponenzialmente i danni. Ma c'è di più, ed è un timore che emerge leggendo tra le righe del report e cioè che il calcio, anche quello di vertice, rischi di perdere per strada una bella fetta della sua fan base reale, disabituata ormai ad andare allo stadio, spendere per consumare football in presenza e timorosa anche nel momento in cui arriverà l'agognato via libera per il ritorno sugli spalti.

Emerge dall'analisi delle risposte che gli stessi tifosi hanno fornito a una ricerca di Deloitte. In linea generale il 93% dei supporter immagina un giorno di tornare allo stadio (e già così ci sarebbe una perdita di oltre 100 milioni di euro rispetto alla situazione pre Covid), ma solo il 52% si dice disposto a farlo immediatamente mentre c'è una minoranza consistente che non si lascerà convincere nemmeno dalle rassicurazioni sanitarie della prima fase del semaforo verde e dei tornelli riaperti. Un effetto valanga che potrebbe costringere i club a rivedere le loro strategie nel medio e lungo termine.

E' ormai noto che i ricavi da stadio rappresentano una leva fondamentale per tutti dal momento che garantiscono la liquidità con cui le società affrontano le spese correnti. Molti dei problemi nel pagare gli stipendi derivano dal blocco di questo flusso. Il 2021 sarà un anno nero, il più nero di sempre. Ma se davvero il Covid inciderà sulla voglia dei tifosi di tornare negli stadi, gli effetti rischiano di essere dirompenti: una sorta di decrescita (poco) felice di tutto il sistema.

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