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Calcio

La moda del calcio: cambio allenatore (e risparmio sui giocatori)

In Serie A si salvano Pioli e Gasperini. Via i tecnici che hanno vinto in Germania e Francia ma è l'antipasto di un'estate che sarà di tagli sul calciomercato

In Serie A sopravvivono solo Pioli e Gasperini tra i tecnici che hanno portato le proprie squadre nella parte sinistra della classifica. Galtier e Flick chiudono con Lille e Bayern Monaco ancora freschi di festa per il titolo, come successo a Conte con l'Inter scudettata. In Germania addirittura cambiano 7 delle prime 8 panchine e in Liga è vacante la panchina del Real Madrid mentre Koeman pare a termine su quella del Barcellona. Un po' come Pochettino al Psg, che potrebbe tornare a Pochettino, in attesa di capire cosa accadrà in zona Londra dove l'argentino potrebbe essere di nuovo imbarcato dal Tottenham che lo ha licenziato un anno e mezzo fa. Insomma, un bel caos che sta animando le giornate dopo lo stop dei campionati e prima dell'Europeo e delle vacanze.

Corrono tutti a riempire la casella alla voce allenatore, senza badare a spese e anche con qualche colpo basso verso la concorrenza come quello assestato da Marotta per strappare in extremis Simone Inzaghi a Lotito. Non poteva, l'Inter, restare con il cerino in mano e senza piano B dopo l'addio di Conte e per questo il budget immaginato da Zhang è stato superato; sarebbe accaduto anche se Allegri avesse accettato la corte fuori tempo massimo dei nerazzurri strappando l'impegno preso con Agnelli che lo rimette sotto contratto dopo averlo salutato nell'estate del 2019 garantendogli uno stipendio superiore e pieni poteri. Eppure il livornese non ha più allenato da allora e quindi, in teoria, non avrebbe dovuto avere un valore di mercato accresciuto.

E' la nuova moda del calcio europeo, ma è anche un segnale dei tempi che attraversa il pallone. La crisi colpisce duro, proprietà e dirigenti preferiscono fare un sacrificio per firmare un allenatore di cui si fidano piuttosto che svenarsi per un top player, vero o presunto. Beppe Marotta, ad esempio, lo teorizza da sempre: "E' meglio spendere per un tecnico bravo che per un giocatore di valore". Anche perché il tecnico potrà poi valorizzare il parco giocatori messogli a disposizione, ottenendo risultati e creando un valore per il suo club. Oro in momenti come questo dove tutti devono andare sul mercato a cercare denaro per finanziare bilanci in perenne disequilibrio.

La lista dei confermati non è lunghissima: Pioli e Gasperini in Italia, il solito Simeone che ormai è tutt'uno con l'Atletico Madrid (appena premiato dall'11° Liga della storia), Guardiola al Manchester City, forse Solskjaer allo United, Tuchel che ha raggiunto la finale di Champions League con il Chelsea e Klopp al Liverpool, pur messo in forte discussione nell'inverno più lungo e freddo della storia recente dei Reds. Gli altri club top d'Europa si sono mossi per cambiare, in alcuni casi annunciandolo con largo anticipo come il Bayern Monaco che ha liberato Flick per la nazionale tedesca post Europeo prendendo dal Lipsia, secondo in classifica, il rampante Nagelsmann e innescando il domino tedesco che arriva sino a metà classifica.

Il finale del mese di maggio è stato esplosivo, ma non sarà così per il resto dell'estate. La pandemia ha devastato i conti dei club, soprattutto quelli di prima fascia. Le perdite si contano a miliardi di euro (almeno 6 secondo le stime dell'ECA) e da qui in poi, con qualche doverosa eccezione, saranno lacrime e sangue. La finestra di mercato che si apre è attesa al ribasso, con scambi in calo e controvalori in discesa a due cifre. In molti dovranno vendere prima di comprare e saranno pochi quelli che potranno scegliere chi salutare senza intaccare il proprio progetto sportivo. L'ordine è abbassare il monte ingaggi, unica manovra che permetterà di mettere in sicurezza il conto economico del pallone. Anche per questo le scommesse in panchina sono sparite. Guai a sbagliare scelta del tecnico, il manager che dovrà fare sintesi tra le esigenze della società e i sogni dei tifosi.

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