Calcio, quando lo sport degenera in violenza
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Calcio, quando lo sport degenera in violenza
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Calcio, quando lo sport degenera in violenza

Dall'Heysel agli scontri in Egitto, fino alle devastazioni di Roma, tutte le volte che il tifo è diventato tragedia

La violenza contro la città di Roma

"Credo vada fatta una riflessione: il Parlamento potrebbe decidere che nel caso di partite come questa ci sia un fondo depositato dalle squadre, a cui attingere in caso di danni". È la proposta del sindaco di Roma, Ignazio Marino, parlando degli scontri e delle devastazioni dei tifosi del Feyenoord avvenuti nella Capitale.

"Chi rompe deve pagare - continua Marino – c’è bisogno che qualcuno si assuma la responsabilità: la squadra di calcio, o l'Olanda".

Il primo cittadino di Roma punta il dito anche contro il prefetto e il questore della Capitale: “Sono loro che avrebbero dovuto garantire la sicurezza dei cittadini e della città. Prefetto e questore non sono stati all'altezza della sfida - aggiunge il sindaco - del resto sono mesi che parliamo di criticità. Qui abbiamo un numero di forze dell'ordine esiguo per la capitale d'Italia. Lo volete capire? Vogliamo centinaia di uomini in più perchè siamo uno dei potenziali obiettivi del terrorismo”.

"Ora che ho visto le immagini e letto i messaggi - scrive Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione Ue, sul proprio profilo Facebook - posso solo sostenere pienamente le parole del premier Matteo Renzi: la cattiva condotta di alcune persone che si definiscono sostenitori del Feyenoord è un segno di barbarie e maleducazione. Ora i miei pensieri vanno agli agenti di Polizia che sono rimasti feriti in seguito a queste azioni e agli abitanti di Roma. Questo comportamento non ha posto nel calcio". "E' necessario - conclude Timmermans - assumere subito una linea dura, anche perchè lo sport non venga danneggiato e offuscato dalla violenza dei teppisti".

Ma questo è solamente l’ultimo triste episodio che “macchia” il mondo del calcio. Ecco i casi più tristi e sanguinosi della storia del pallone.

La strage di Hillsborough

I tifosi del Feyenoord a Roma 19 February 2015. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI Ansa

15 aprile 1989.  La strage dell'Hillsborough Stadium di Sheffield (Inghilterra), provocò la morte di 96 persone. È la più grande tragedia dello sport inglese. Alle ore 15:00 del 15 aprile 1989 era in programma la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, sul campo neutro (come da regolamento) dello stadio di Hillsborough a Sheffield.

A quindici minuti dall'inizio la massa di persone che premevano fuori dallo stadio era ancora enorme, cosicché la polizia pensò di aprire il "Gate C", un grosso cancello d'acciaio posto all'ingresso di un tunnel che conduceva all'interno della Leppings Lane e agli ingressi laterali.

L'idea si rivelò catastrofica: i tifosi ancora fuori dallo stadio iniziarono ad accalcarsi al Gate C della Leppings Lane che permetteva accesso solo alla parte centrale della curva, la cui capienza era limitata a 2.000 posti; così, mentre questo settore della curva iniziò a riempirsi all'inverosimile, la marea di gente che continuava ad affluire dal Gate C si ritrovò chiusa dentro una sorta di imbuto.

In breve gli spettatori che già si trovavano all'interno della Leppings Lane furono schiacciati verso le pareti laterali e le recinzioni che dividevano gli spalti dal campo. Mentre nella curva si scatenava il panico, la gara iniziò regolarmente, senza che nessuno in campo e negli altri settori dello stadio si fosse minimamente accorto di cosa stesse avvenendo nella curva del Liverpool.

Solo dopo 6 minuti di gioco la partita fu sospesa su segnalazione di un ufficiale di polizia.

Gli scontri in Congo

Scontri a Roma ANSA/GIANCARLO GAMBALONGA Ansa

12 maggio 2014- In Congo gli scontri tra tifosi fanno crollare lo stadio e la partita si trasforma in strage.

Ci saranno morti e feriti a Kinshasa durante gli scontri tra tifosi delle due squadre in campo, l'Asv e il Club Mazembe, e la polizia che causeranno il crollo di un muro dello stadio. Il bilancio sarà di 20 morti e 21 feriti. 

Il sangue dei tifosi egiziani

8 febbraio 2015.  In Egitto a seguito degli scontri tra ultrà e polizia fuori dallo stadio ci saranno 25 morti e centinaia di feriti. Un vero e proprio inferno - lo descrivono i media locali - che si è scatenato di fronte al campo di calcio Air Defence Stadium della capitale egiziana, tra i tifosi del club Zamalek e la polizia.

Gli scontri sono stati violentissimi. «Volevano entrare senza biglietto e siamo dovuti intervenire», affermerà il ministero dell’Interno.
È il peggior massacro a una partita di calcio in Egitto dopo la strage del 2012 a Port Said quando le vittime furono oltre 70. Sospeso il campionato di calcio

Gli scontri di Port Said

I tifosi del Feyenoord a Roma19 February 2015. ANSA/VINCENZO TERSIGNI Ansa

1 febbraio 2012. Allo stadio a Port Said: 73 morti
Le violenze scoppiano dopo la partita. Vengono arrestate 47 persone ma 73 rimangono a terra, sul campo di calcio e sugli spalti.

I tifosi della squadra al-Masri, al termine della partita, hanno cominciato a tirare pietre e bottiglie sui giocatori e gli avversari, in protesta per aver perso il match. Poi le violenze e gli scontri. I giocatori sono stati evacuati con elicotteri.

Al Cairo, nello stesso momento, venne appiccato il fuoco all'interno dello stadio dopo che l'arbitro sospese la partita tra il Zamalek e l'Ismaili.

L'elicottero in campo per fermare i tifosi

9 dicembre 2013. Battaglia campale sugli spalti durante una delle partite dell'ultima giornata del Brasileirao, il campionato di calcio brasiliano. All'Arena Joinville, il match tra Atlético Paranaense e Vasco è stato interrotto al 17' (con la squadra di casa in vantaggio 1-0) per gli scontri tra le due tifosere.

La polizia militare è intervenuta solo dopo alcuni minuti, e a un certo punto in campo è atterrato anche un elicottero per fermare i tifosi e per portare via quelli più agitati. Diversi i tifosi rimasti feriti; tre furono ricoverati in gravi condizioni. Il Vasco, quartultimo, con una sconfitta sarebbe stato condannato alla retrocessione.

Ancora scontri nella Capitale

17 settembre 2014.  A Roma gli scontri tra i tifosi della Roma e Cska Mosca. Diciannove feriti, otto arresti e altrettante persone colpite da 'daspo'.

Questo il bilancio degli scontri allo stadio Olimpico prima e durante l'incontro di Champions League giocato tra la Roma ed il Cska Mosca. Le tensioni sono cominciate poco prima dell'inizio del match quando alcuni tifosi hanno dato vita ai primi tafferugli all'altezza del Ponte Duca d'Aosta, nel cuore della città.

La strage dell'Heysel

DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images

La strage dell'Heysel fu una tragedia avvenuta il 29 maggio 1985, poco prima dell'inizio della finale di Coppa dei Campioni di calcio tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, in cui morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600.

Circa un'ora prima della partita i tifosi inglesi più accesi – i cosiddetti hooligan – cominciarono a spingersi verso il settore Z a ondate, cercando il take an end ("prendi la curva") e sfondando le reti divisorie: memori degli incidenti della finale diRoma di un anno prima, si aspettavano forse una reazione altrettanto violenta da parte dei tifosi juventini, reazione che non sarebbe mai potuta esserci, dato che la tifoseria organizzata bianconera era situata nella curva opposta.

Gli inglesi sostennero di aver caricato più volte a scopo intimidatorio, ma i semplici spettatori, juventini e non, impauriti, anche per il mancato intervento e per l'assoluta impreparazione delle forze dell'ordine belghe, che ingenuamente ostacolavano la fuga degli italiani verso il campo manganellandoli, furono costretti ad arretrare, ammassandosi contro il muro opposto al settore della curva occupato dai sostenitori del Liverpool.

Nella grande ressa che venne a crearsi, alcuni si lanciarono nel vuoto per evitare di rimanere schiacciati, altri cercarono di scavalcare gli ostacoli ed entrare nel settore adiacente, altri si ferirono contro le recinzioni. Il muro ad un certo punto crollò per il troppo peso, moltissime persone rimasero schiacciate, calpestate dalla folla e uccise nella corsa verso una via d'uscita, per molti rappresentata da un varco aperto verso il campo da gioco. 

Disastro del Lužniki

Il 20 ottobre 1982 era in programma una partita di Coppa UEFA 1982-1983 tra Spartak Mosca e Haarlem. A pochi minuti dalla fine, con il club sovietico in vantaggio per 1-0, molti spettatori cominciarono a lasciare lo stadio a causa del clima freddo, dirigendosi verso l'unica uscita aperta (tutte le altre erano chiuse). Ma all'88° lo Spartak raddoppiò con un gol di Sergej Švecov, e alcuni tifosi decisero di tornare indietro.
Il ritorno sugli spalti fu impedito dalla polizia e come conseguenza di ciò ci fu un sovraffollamento delle scale che provocò il crollo delle stesse, nel cui crollo morirono 66 persone e 61 altre vennero ferite.

Gli scontri di Zagabria

13 maggio 1990. Gli incidenti della partita tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa di Belgrado sono un episodio di guerriglia calcistica avvenuto allo stadio Maksimir di Zagabria tra gli ultras della Dinamo Zagreb (BBB - Bad Blue Boys) e quelli della Stella Rossa Belgrado (Delije).
I due club per anni erano stati ai vertici del campionato jugoslavo e molto spesso si contendevano il titolo. L'atteso incontro tuttavia non venne neanche giocatoper i disordini sugli spalti.

Gli scontri ebbero luogo in un momento cruciale per l'ex Jugoslavia: il 6 maggio 1990 si era infatti tenuto il secondo turno di elezioni in Croazia, con la vittoria dell'Unione Democratica Croata (HDZ) di Franjo Tuđman. Con questo esito la Slovenia e la Croazia, guidate da gruppi politici nuovi, erano saliti in testa al piano di riogranizzazione della Jugoslavia in una confederazione.

Tale progetto aveva i suoi oppositori più accesi in Serbia e in particolare nel cosiddetto partito socialista di Milošević. I tumulti di Zagabria provocarono 60 feriti

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