Burundi, fotocronaca del caos
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Burundi, fotocronaca del caos

Negli scatti di Dai Kurokawa, gli ultimi 10 giorni nel piccolo Paese africano, da fine aprile piombato in una grave crisi politica

"Il Paese è affondato in una situazione di disordine politica e di sicurezza che non può in alcun caso permettere elezioni pacate, trasparenti, libere e credibili. La tenuta della campagna elettorale e l'organizzazione degli scrutini sono impossibili".
Lo hanno dichiarato oggi i principali partiti di opposizione del Burundi, lanciando un appello congiunto alla comunità internazionale perché si attivi a favore di un rinvio delle elezioni in calendario nel Paese il 5 (comunali e Camera dei deputati) e il 26 giugno (presidenziali).

Dal 26 aprile, quando il presidente uscente Pierre Nkurunziza ha annunciato la sua candidatura per un terzo mandato consecutivo, il Paese è piombato in una grave crisi politica. La Carta costituzionale, entrata in vigore nel 2004 ponendo fine a una lunga guerra civile, prevede un limite di due mandati. La forzatura di Nkurunziza ha fatto scendere in piazza le opposizioni, mentre i militari, guidati dal generale Niyombare, hanno tentato un colpo di Stato, andato fallito.  

Le manifestazioni di protesta, severamente represse dalla polizia, continuano senza interruzione nonostante siano già una trentina le persone morti nei violenti scontri. Zedi Feruzi, leader dell'Unione per la pace e la democrazia (UPD), piccolo partito di opposizione, è stato assassinato la settimana scorsa. Intanto oltre 100.000 burundesi sono già fuggiti dalla violenze cercando riparo oltrefrontiera, anzitutto in Tanzania.

Dal 17 maggio il fotografo Dai Kurokawa è nella capitale Bujumbura e sta documentando la situazione per la European Press Agency. Ecco il suo sguardo sulle aspre tensioni tra le forze di polizia e i manifestanti antigovernativi, che tuttora paralizzano la capitale.


EPA/DAI KUROKAWA
Bujumbura, Burundi, 25 maggio 2015. Un manifestante mascherato.
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