Bocassini, quando un giudice perde le staffe
Bocassini, quando un giudice perde le staffe
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Bocassini, quando un giudice perde le staffe

La reazione stizzita del pm del caso Ruby e la cattiva giustizia: il commento di Maurizio Tortorella

Quando un pubblico ministero perde le staffe, soprattutto se autorevole e d’esperienza, la cosa non fa mai bene alla giustizia. È accaduto oggi al processo milanese sul caso Ruby, dove l’ultima richiesta di rinviare un’udienza per legittimo impedimento da parte dell’imputato Silvio Berlusconi e della sua difesa ha spinto il procuratore aggiunto Ilda Boccassini a pronunciare parole durissime: "In un altro Paese questo sarebbe un oltraggio e un disprezzo per la corte e lo è anche qui" ha detto Boccassini, chiedendo alla corte di respingere l’istanza di legittimo impedimento di premier e legali, che indubbiamente blocca ancora una volta la sua requisitoria. Ma alcuni siti giornalistici hanno addirittura usato la parola “rabbia”.

In aula, il procuratore aggiunto Boccassini ha sottolineato che i due legali parlamentari di Berlusconi, cioè gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo, hanno a disposizione sostituti processuali "del calibro del professor Filippo Dinacci" e un calendario "fissato da mesi". Eppure, ha aggiunto, "si consente, probabilmente solo in questi processi, e sono 34 anni che faccio il pubblico ministero, che si possa dire sono altrimenti impegnati. Ma non si sa quali siano gli impegni di Dinacci e dell'altro sostituto processuale, l'avvocato Giorgio Perroni”.

Alla fine, dopo una breve camera di consiglio, i giudici hanno accolto il legittimo impedimento avanzato da Berlusconi, ma hanno respinto quello avanzato dai difensori, la cui assenza è stata ritenuta ingiustificata. Il processo è così stato aggiornato al prossimo 25 marzo, con la cancellazione delle due udienze del 20 e 21 marzo. Si terrà quindi quel giorno la requisitoria del pm Boccassini. Come direbbe Shakespeare, tanto rumore per nulla. Anche perché la prescrizione, per i due reati di cui è accusato Berlusconi (concussione e prostituzione minorile), in questo caso conserva tempi lunghissimi.

Ma la sfuriata del pm Boccassini stupisce, un po’ sconcerta. Quante volte accade, nei processi penali “normali”, che un pm o un giudice arrivi in udienza con ritardo, o capita che la corte calcoli male i tempi e i calendari del lavoro di una giornata, e così obblighi imputati, testimoni e avvocati a lunghi rinvii delle udienze? Questo non suscita quasi mai vibrate proteste da parte degli interessati, costretti ad accetttare quel che passa il convento.

Va detto inoltre che l'ex premier, venerdì 15 marzo, ha chiesto il trasferimento a Brescia per legittimo sospetto nei confronti dei giudici milanesi che presiedono i processi Ruby e Mediaset. I suoi avvocati hanno presentato un’istanza in base all'articolo 45 del codice di procedura penale, dove si parla di "gravi situazioni locali tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili" che possono pregiudicare "la libera determinazione delle persone che partecipano al processo (...) o determinano motivi di legittimo sospetto".
Ora la Cassazione dovrà decidere sulla ammissibilità o meno della richiesta. Se fosse accolta, i processi Ruby e Mediaset verrebbero sospesi (e congelati i termini di prescrizione) in attesa della decisione di merito da parte della Suprema corte. Anche questo elemento, di peso non indifferente, consiglierebbe maggiore calma a tutti.

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