In Transatlantico si pensa al dopo Bersani. E se fosse Onida?
In Transatlantico si pensa al dopo Bersani. E se fosse Onida?
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In Transatlantico si pensa al dopo Bersani. E se fosse Onida?

Mentre è bipartisan la certezza del fallimento del segretario del Pd, comincia la caccia al nome "super partes"

E a tarda sera, nella nebbia fitta di Montecitorio, al termine di un'altra giornata di consultazioni che ancora non delineano il futuro governo, incomincia a circolare anche il nome di Valerio Onida, ex presidente della Corte costituzionale, come uno dei più papabili per un eventuale governo del presidente, ovvero nominato dal capo dello Stato. Sempre che Pier Luigi Bersani non ce la faccia.

La possibilità che il governo Bersani nasca è appesa a un filo. E sottilissimo. Si chiama "Convenzione" per le riforme istituzionali. E' solo questa la forma di "corresponsabilità" con il Pdl che concepisce il premier preincaricato, secondo il quale si starebbe "comprendendo meglio" questo suo "doppio registro".

E quindi, Bersani allunga il brodo, prima di salire giovedì a riferire al Colle, tentando di far apparire il suo  come quel governo di scopo per le riforme che non dispiacerebbe certo al Capo dello Stato. Già, ma un governo senza Pdl. E con quali numeri nascerebbe?

Quale sarebbe "il sostegno certo" chiesto da Giorgio Napolitano? Angelino Alfano uscendo dall'incontro è chiaro: governo di "corresponsabilità" per il "bene del paese", "governo forte e solido che affronti la crisi economica, il dramma delle famiglie, oppure si voti". E se questo dovesse essere alla fine lo sbocco, è chiaro che il Pdl non potrà che additare al paese il Pd come il responsabile delle nuove elezioni. Ma il Pd è giù nei sondaggi e il Pdl invece sale.

Bersani però continua a voler escludere di fatto la seconda coalizione del paese, anche se starebbe ora cercando di coinvolgerla con un avvicinamento alla richiesta del centrodestra di avere allo scadere di Napolitano un capo dello Stato quanto meno non ostile.

Per il resto c'è la "Convenzione". Una volta si chiamava Bicamerale. Ma in ballo c'è il governo del paese. E proprio "per il bene del paese" Alfano auspica che "in queste 48 ore" prevalga "la saggezza". Quella di Bersani. Ma alcuni parlamentari del Pdl dicono che ormai è troppo tardi. E la possibilità di un governo del presidente potrebbe anche aprire un dibattito tra i Cinquestelle. Scontato che diranno di no a Bersani.

Sul resto, chissà...Giulia Sarti, deputata grillina: "E chi lo guiderebbe questo governo? Facciano il nome".

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