Berlusconi compatta Forza Italia e sfida Renzi
Ansa Ettore Ferrari
Berlusconi compatta Forza Italia e sfida Renzi
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Berlusconi compatta Forza Italia e sfida Renzi

Via libera per Raffaele Fitto al Sud. Il premier è l'avversario da battere e non un nuovo Berlusconi, ma con lui Fi rispetterà i patti sulle riforme

Forza Italia deve marcare ancora di più la sua opposizione al governo di Matteo Renzi, rispetto al quale “non deve più apparire né carne né pesce”. L’opposizione sarà dura, anzi dovrà essere durissima, questo non significa venir meno al patto del Nazareno sulle riforme. Ma sulle riforme il premier deve stare agli accordi stipulati che vedono l'approvazione dell'Italicum al primo posto.  

Per il resto nessuna confusione, Forza Italia è l’opposizione e Renzi è il premier-segretario del Pd, la principale forza avversa, che a differenza “di quanto fece Berlusconi” continua ad andarsene con il cappello in mano in Europa. Unità sulle candidature, che dovranno essere “le più forti possibili”, nel momento in cui per la prima volta Silvio Berlusconi non potrà essere candidato e non potrà fare neppure campagna elettorale a causa dell’esecuzione della pena relativa alla condanna Mediaset.   

Quindi, via libera a Raffaele Fitto come capolista al Sud, dove è considerato il più forte dopo Berlusconi in quanto a preferenze.  Quanto al criterio secondo il quale i deputati nazionali per candidarsi a Strasburgo poi dovrebbero lasciare il parlamento nazionale, è tutto delegato al presidente, ovvero a Berlusconi.

Altero Matteoli, pezzo da novanta del parlamentino azzurro, ha ad esempio posto la necessità che il gruppo alla Camera non venga privato di un esponente del calibro di Fitto. Per quanto riguarda le altre candidature, sembrano a questo punto confermate quelle di figure chiave della nuova Forza Italia, come Giovanni Toti, la novità, al Nord Ovest. Antonio Tajani, già vicepresidente della Commissione Ue, sarà capolista al Centro.

Silvio Berlusconi, dunque, trova la quadra. Dopo una tempesta mediatica che già recitava il requiem di Forza Italia e del suo leader sovrastato da immaginifici cerchi magici, un leader dipinto come al tramonto perché sulla soglia degli arresti domiciliari e dei servizi sociali e alle prese con presunte scissioni all’orizzonte, Forza Italia ha dato una prova di compattezza e di unità attorno a Berlusconi.

Gli azzurri hanno rinserrato i ranghi. Non è stato un ufficio di presidenza qualsiasi quello riunitosi per la prima volta dopo la sua nomina nel pomeriggio di giovedì 27 marzo per risolvere il rebus delle candidature alle europee. Era il ventennale della prima vittoria azzurra che portò al governo Berlusconi del 1994. Ed era anche la giornata dell’incontro tra Obama e Renzi a Roma. Berlusconi e Forza Italia tutta hanno voluto dimostrare che non c’è un solo uomo al comando in questo Paese. Che Renzi non è “un nuovo Berlusconi”, messaggio che il premier sta cercando di far passare per pescare voti nell’elettorato di centrodestra.

Osserva soddisfatta con Panorama.it, Renata Polverini: “Chi pensava che noi e il nostro leader fossimo al tramonto, chi dipingeva Fi come una farsa, come un partito dilaniato da lotte intestine, ha dovuto ricredersi. Pensassero alle farse, quelle invece, vere che avvengono nel Pd”. Il primo ad accorgersene che la musica azzurra è cambiata, sarà proprio Renzi, con le sue mille promesse e contraddizioni.    

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