Benedetto XVI un anno dopo: ecco chi lo rimpiange
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Benedetto XVI un anno dopo: ecco chi lo rimpiange
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Benedetto XVI un anno dopo: ecco chi lo rimpiange

Cresce l'affetto per Bergoglio ma ci sono i nostalgici di Ratzinger: li abbiamo divisi in cinque categorie

E’ già trascorso un anno dall’11 febbraio 2013 quando, prendendo il mondo di sorpresa, Benedetto XVI ha rinunciato al pontificato. Ma sembra passato un secolo, tanto profonde sono le trasformazioni e le riforme intraprese dal successore, Francesco.

Anzitutto un cambiamento radicale di stile e di linguaggio, quindi numerosi “cantieri” dedicati a trasformare il volto e l’organizzazione della Chiesa (Curia, finanze vaticane, rapporto con le Conferenze episcopali nazionali) e a ridiscutere principi dottrinali consolidati (divorzio, omosessualità, celibato dei preti). E’ molto difficile prevedere oggi i risultati che porteranno questi cantieri aperti da Papa Bergoglio.

Possiamo dire che è stato intrapreso un cammino necessario, fortemente raccomandato dal collegio cardinalizio durante il Conclave, ma probabilmente neppure il pontefice sa dove condurrà questo percorso. Tuttavia mentre cresce l’affetto e il sostegno popolare per Papa Francesco aumenta anche il numero di coloro che rimpiangono Papa Ratzinger. Possiamo dividerli in cinque categorie.

1. I tradizionalisti: sono i convinti sostenitori del motu proprio “Summorum Pontificum” che ha liberalizzato l’uso della Messa tridentina in latino, con il rito antico. Rimpiangono l’attenzione di Benedetto XVI alle cerimonie liturgiche, il sovente ricorso all’uso del latino, la battaglia contro il relativismo. Auspicavano un accordo con i lefebvriani affinché potessero rientrare nella piena comunione con la Chiesa cattolica. Si rammaricano per il fatto che le trattative con la Fraternità sacerdotale San Pio X, cioè la comunità dei seguaci di Marcel Lefebvre, si sono interrotte.

2. I curiali: sono coloro che temono la riforma organizzativa della Curia romana che è il governo centrale della Chiesa universale. Avvertono l’esigenza di qualche cambiamento, ma temono che Bergoglio voglia smantellare dieci di secoli di storia della Curia romana. Rimpiangono Benedetto XVI che lasciava libertà d’azione alla Curia e riconosceva un ruolo molto importante alla Segreteria di Stato. Papa Francesco intende invece ridimensionare proprio il ruolo di quest’ultima.

3. I bertoniani: sono coloro che facevano parte della “squadra” dell’ex Segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. Sono i suoi più stretti collaboratori o coloro che erano stati promossi dal cardinale in alcuni posti chiave. Alcuni sono stati già rimossi da Papa Francesco, molti di essi restano ancora nella propria funzione, fedeli al nuovo pontefice ma non sempre in sintonia con le sue idee e timorosi di essere allontanati in qualsiasi momento.

4. I dogmatici: si sentono i custodi e i difensori del magistero immutabile della Chiesa. Temono le fughe in avanti di Bergoglio sui temi della morale. Non hanno condiviso il “sondaggio di opinione” lanciato dal Papa tra tutti i fedeli sui temi della famiglia in vista del Sinodo dei vescovi, il prossimo mese di ottobre. Criticano, dal punto di vista teologico, alcune affermazioni del pontefice contenute in alcune interviste che ha rilasciato.

5. I centralisti: sono quanti temono la decentralizzazione del governo della Chiesa intrapresa da Papa Francesco. In particolare non condividono il ruolo e l’autonomia che il Papa vuole siano riconosciuti alle Conferenze episcopali locali. Rimpiangono un’impostazione della Chiesa meno collegiale e più centralista, come appariva quella di Ratzinger.

Alcuni di coloro che rimpiangono il precedente pontificato, vengono anche ricevuti in udienza dal “Papa emerito” che vive ritirato nel monastero Mater Ecclesiae in Vaticano. Ma restano delusi: Ratzinger non interferisce minimamente con il pontificato di Bergoglio. Anzi quando può, aiuta e consiglia il nuovo Papa, anche se è molto diverso da lui. Chi aveva scommesso su concorrenza e antagonismi tra il vecchio e il nuovo pontefice si è dovuto ricredere.

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