Il Pd vince i ballottaggi del "gambero"
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Il Pd vince i ballottaggi del "gambero"

Il centrosinistra conquista tutti i capoluoghi ma non c'è alcun significato politico - I risultati - La caduta della Lega: Gobbo - Gentilini

I risultati sono chiari. Vince chi ha più voti e conquista il Comune, perde chi resta indietro. E non c’è dubbio che avendo vinto in tutti i capoluoghi in cui si votava, soprattutto a Roma dove Gianni Alemanno si è fermato al 36 per cento, il centrosinistra è senza dubbio il vincitore dei ballottaggi. La sconfitta di Giancarlo Gentilini, sindaco sceriffo di Treviso dove la Lega Nord governava da vent’anni, dimostra pure che a perdere non è stato solo il Pdl ma anche la Lega (e sono andati male i grillini). E con Alemanno, a Roma, ha perso la destra.

Eppure, a quale gara partecipavano partiti e candidati? Alla corsa dei gamberi. Perché più ancora del centrosinistra, a prevalere è stato il partito di chi non votava.

A Roma si è espresso meno di un elettore su due. Uno sciopero, più che un voto.

Allora fa quasi ridere l’entusiasmo di esponenti del Pd come Rosy Bindi che parla di “buon risultato politico” (mentre il dato è locale), di voto che rafforzerebbe “le nostre proposte e il nostro programma” non rispetto ai consigli e alle circoscrizioni comunali, ma addirittura al governo Letta. Cioè all’Imu, all’Iva, al lavoro… No, questo no. Il voto di oggi, come quello di un paio di settimane fa, non ci dà alcuna indicazione utile sul consenso degli italiani verso i partiti nazionali, gli schieramenti o i leader. Nessuna valenza generale o d’opinione.

Gli insegnamenti che si possono trarre sono pochi e marginali.

Uno, forse, si può ricavare dal voto di Roma. La disfatta di Alemanno dimostra che sul nome di Marino si è spostata gran parte dei voti che al primo turno erano andati a Marchini e al Movimento 5 Stelle. A riprova che il M5S è diventato un partito orientato: ha perso metà dei voti mentre la metà superstite è, tecnicamente, strabica.

A parte la constatazione facile della disaffezione dei cittadini e della rassegnazione (per esempio dei romani) rispetto a una città degradata per la quale neanche chi ha vinto è riuscito a ottenere un consenso adeguato, una considerazione va fatta: in ogni caso, la sconfitta del Pdl e del centro-destra dovrebbe far riflettere chi ritiene che questo governo resterà in piedi per poco. Chi mai si avventurerà in una nuova campagna elettorale in un clima così incerto, nel quale gli elettori paiono scollegati anche dai partiti che vanno per la maggiore?

Insomma, il Pdl dovrà analizzare il voto di oggi anche se non ha valenza nazionale. Nella corsa dei gamberi, il centrosinistra non è svanito. E il Pdl non ha beneficiato del trend positivo. I vincenti hanno perso, i perdenti hanno vinto. Il governo governa.

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