Autobomba a Beirut
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Autobomba a Beirut

Ucciso in un attentato l'ex ministro Mohammed Shattah. Inizia la conta dei morti

Un'autobomba è esposa questa mattina in piazza Starco, in pieno centro, a Beirut e ha ucciso l'ex ministro delle Finanze Muhammad Shattah (un moderato) attuale consigliere di Saad Hariri, il figlio dell'allora premier, Rafik, ucciso anche lui in un attentato. È iniziata da subito la conta dei morti che alle 9,50 di questa mattina era arrivata a cinque vittime. Oltre 70, invece, i feriti.

L'esplosione è avvenuta nella strada più prestigiosa di Beirut, vicino al Four Season, dove ci sono banche, ministeri e anche il Serail, la roccaforte del governo e dove si trova l'ufficio del premier, Najib Mikati. L'uomo era uno dei leader della corrente al Mustaqbal (Il Futuro), guidata proprio da Saad Hariri. La morte di Shatah è stata resa nota proprio dall'emittente di al Mustaqbal.

Qui l'aggiornamento delle notizie diffuse dall'Agenzia Ansa con FOTO e VIDEO .

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15.35: La Siria respinge con forza ogni accusa di coinvolgimento nell'attentato dinamitardo compiuto a Beirut nonostante Shattah fosse membro della coalizione ostile al regime di Damasco e agli Hezbollah. Lo riferisce una nota diffusa dall'agenzia ufficiale Sana dopo che il leader della coalizione parlamentare libanese di opposizione, Saad Hariri, aveva implicitamente accusato Damasco e gli sciiti Hezbollah di essere dietro l'attacco.

15.04: Il movimento sciita libanese Hezbollah, alleato dell'Iran, ha condannato l'attentato dinamitardo. In una nota diffusa dalla tv al Manar del movimento sciita, si afferma che "l'orrendo crimine si inserisce nella catena di crimini e attentati che mirano a distruggere il Paese. È l'ennesimo tentativo - si legge - di colpire la stabilità e minare l'unità della patria. Solo i nemici del Libano traggono beneficio da questi tentativi".

12.15: In una nota diffusa dal suo ufficio politico e pubblicata sul suo profilo ufficiale Facebook, Hariri, ha scritto: "Chi ha ucciso Muhammad Shatah ha ucciso Rafik Hariri". Saad Hariri è figlio dell'ex premier Rafik Hariri, morto in un attentato nel febbraio 2005 a Beirut.

11.59: L'ex premier libanese, Saad Hariri, ha implicitamente accusato il movimento sciita libanese Hezbollah della morte del suo consigliere ed ex ministro, Mohammed Shabbah. Hariri, che non ha fatto esplicitamente il nome del Partito di Dio, ha però puntato l'indice contro "coloro che fuggono la giustizia internazionale" per l'attentato a suo padre, Rafik Hariri. "Per quanto riguarda i sospetti... sono quelli che cercano di sottrarsi alla giustizia internazionale e rifiutano di presentarsi di fronte al tribunale internazionale", ha detto Hariri, ricordando il processo all'Aja contro i cinque uomini di Hezbollah incriminati per l'attentato contro suo padre, all'epoca premier, nel febbraio 2005 e per altri attentati compiuti in Libano dal 2004 contro personalità ostili alla tutela siro-iraniana in Libano. Il processo contro i cinque accusati si aprirà all'Aja il 16 gennaio: i cinque sul banco degli accusati in realtà sono tutti alla macchia ed Hezbollah, che ha sempre smentito qualsiasi ruolo nell'assassinio di Hariri, ha rifiutato di collaborare con il tribunale, che considera politicamente motivato. In precedenza, gli inquirenti internazionali sul caso Hariri avevano puntato il dito contro il regime siriano.

11.05: Ex ambasciatore negli Stati Uniti e consigliere dell'ex primo ministro Fouad Siniora, Shatah, è rimasto ucciso insieme alla sua guardia del corpo e a tre civili mentre, a bordo della sua auto, si stava recando a una riunione della coalizione dell'opposizione parlamentare in un palazzo poco lontano. Forte oppositore del movimento sciita Hezbollah e dell'intero asse filo-iraniano in Libano e nella regione, pochi minuti prima di morire aveva postato un tweet molto duro nei confronti del regime siriano e degli Hezbollah.

11.03: Secondo l'emittente pan-araba, Al-Arabiya i morti sarebbero già otto. L'attentato non è stato ancora rivendicato.

10.50: Iniziano a trapelare le prime indiscrezioni. I media libanesi scrivono che era la casa dell'ex premier, Saad Hariri, l'obiettivo del violento attentato a Beirut, ricordando che nell'abitazione era prevista a breve una riunione della Coalizione 14 Marzo, critica nei confronti del regime di Bashar al-Assad e vicina all'opposizione siriana, e in particolare della corrente al Mustaqbal (Il Futuro), guidata proprio dall'ex premier.

Il premier uscente, Najib Mikati, ha immediatamente convocato una riunione dell'Alta Commissione del Soccorso. Shattah, musulmano sunnita, consigliere di Saad Hariri, era stato ambasciatore del Libano in Usa tra il 1997 e il 2000. La situazione della sicurezza nel Paese dei Cedri si è gravemente deteriorata dopo l'inizio della guerra civile in Siria, nel marzo 2011.

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