Chi ha 'ucciso' Antonio Di Pietro?

La colpa non è di Report, ma dei suoi cortigiani che hanno premuto il grilletto (dopo la batosta in Sicilia)

Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro (Credits: Roberto Monaldo / LaPresse)

David Parenzo

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Report ha davvero ucciso definitivamente il partito fondato da Antonio Di Pietro?

Per individuare i veri assassini dell'Idv bisogna tornare sulla scena del delitto ed analizzare tutti i dettagli della vicenda.

Ripercorrendo la storia di questo partito si scopre che anche per l'ex Pm di Mani Pulite la famiglia e' importante e quindi va in qualche modo inglobata nella gestione del suo stesso movimento. Del resto, quando si è fondatori e leader indiscussi, si pensa di poter fare tutto e infatti molto e' stato fatto per la grande famiglia allargata di Tonino. Tutto regolare ma se ci si chiama "Italia dei Valori" un bel giorno devi mettere in conto che su "quei valori" qualcuno ti chieda ragione.

L'ex governatore della Sicilia Raffaele Lombardo tiene famiglia e candida il giovane Toti all'Ars, Tonino fece lo stesso con il 35 enne Cristiano Di Pietro, suo primogenito, al consiglio provinciale di Campobasso.

Umberto Bossi faceva gestire i suoi affari legati alla casa di Gemonio alla moglie Manuela Marrone (il vero capo del fu "cerchio magico") e lui affida la gestione del bilancio del suo partito in Lombardia alla prima moglie Isabella Ferrara e per l'attuale  moglie Susanna Mazzoleni c'è pronto un bel posto nella triade proprietaria dell'associazione Italia dei Valori.

Nulla di irregolare, nulla di penalmente rilevante ma se per anni fondi la ragione sociale del tuo partito parlando contro i conflitti di interesse, certo qualche piccolo problema, prima o poi, potrebbe sorgere.

Ma la colpa non è di Di Pietro ma di tutti quelli che lo hanno affiancato in questi anni. Come mai solo oggi uno dei suoi pretoriani più fedeli, Massimo Donati, lo scarica con parole di fuoco? "Tradito dal segretario, si comporta come Berlusconi e il suo declino sarà simile" . Il capogruppo dell'Idv dov'era in tutti questi anni? Forse non sapeva della gestione padronale del patrimonio del partito? Forse non aveva mai sentito parlare di un giovanotto chiamato Cristiano Di Pietro?

I veri assassini dell'Idv sono i suoi stessi dirigenti, che oggi provano a capitalizzare la sconfitta del capo e a trasformare il partito nell'Italia dei Livori. Facile oggi, dopo lo sbertucciamento della Gabbanelli, sparare sul morto.

Lo sapeva anche il trattore di Montenero di Bisaccia che l'onorevole Cimadoro e' il cognato di Di Pietro, eppure tutti zitti, tutti sotto coperta ad ossequiare il capo.

Ora che Report - dopo il bagno di sangue delle elezioni in Sicilia - spara, si sappia che a premere il grilletto però sono stati altri. Tutti coloro che in questi anni hanno fatto gli struzzi per avere un piccolo strapuntino di potere.
Del resto, come sosteneva il mitico Barone d'Holbach (amico di Diderot)
“Un buon cortigiano non deve mai avere un’opinione personale, ma solamente quella del padrone o del ministro (… ) Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone (… ) deve tenere presente che il Sovrano e più in generale l’uomo che sta al comando non ha mai torto.”

Questo hanno fatto gli uomini di Tonino, i suoi veri assassini. Trattasi di suicido assistito e i medici che hanno iniettato la dose letale si chiamano: Ivan Rota (cognato di Cimadoro), Silvana Mura, Fabio Evangelisti, Aniello Formisano, Sergio Piffari ecc..ecc..ecc...una vera equipe che in tutti questi anni ha contribuito al "suicidio assistito" del gabbiano dei Valori.

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