Amministrazioni Pd, 5 Regioni nel caos
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Amministrazioni Pd, 5 Regioni nel caos
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Amministrazioni Pd, 5 Regioni nel caos

Tra scandali, arresti, polemiche e lotte intestine, a livello locale il partito di Matteo Renzi è ormai una polveriera

Dal commissariamento del Pd romano dovuto a Mafia Capitale alle beghe liguri post sconfitta, dal pasticcio delle presunte firme false per Chiamparino in Piemonte alla Campania a rischio caos istituzionale, allo scandalo del chirurgo plastico di Crocetta in Sicilia che continua a perdere pezzi in giunta, alla presunta rimborsopoli in salsa calabra e la parentopoli pugliese. Sono le spie rosse di un problema, enorme, che il segretario Pd Matteo Renzi ha sui territori: quello di non riuscire a governarli.

Campania, il dilemma De Luca

Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ANSA/ CIRO FUSCO

Presidente in contumacia della Regione Campania, dal giorno della sua elezione, il 31 maggio scorso, Vincenzo De Luca non si è mai fatto vedere dalle parti di via di Santa Lucia. Proclamato il 18 giugno scorso e sospeso il 26, l'ex sindaco di Salerno condannato in primo grado per abuso d'ufficio, ha fatto ricorso al tribunale di Napoli contro il decreto firmato dal premier in ottemperanza alla legge Severino. De Luca ne chiede l'annullamento o, quanto meno, una sospensiva che gli consenta di insediarsi, nominare la giunta e un suo vice. Per prendere più tempo il consiglio regionale convocato per lunedì prossimo è stato annullato. Se non si riunirà entro il 12 luglio, decadrà. Le opposizioni sono sul piede di guerra, i dipendenti senza stipendio, tutti gli atti bloccati. E l'ipotesi che si debba tornare al voto già il prossimo autunno non appare per niente remota.

Sicilia, possibile resa dei conti

crocetta Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta ANSA/MARCO COSTANTINO

Tra un paio di giorni l'assessore alla Sanità Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo ucciso dalla Mafia nel 1992 e nome simbolo della lotta per la legalità in Sicilia, rassegnerà le sue dimissioni. Per una come lei l'arresto del medico personale del suo presidente, Rosario Crocetta, deve aver rappresentato la classica goccia che fa traboccare un vaso. Accusato di truffa, falso e peculato Michele Tutino, famoso chirurgo plastico dei vip, avrebbe spacciato dei semplici interventi estetici per operazioni necessarie ottenendone il rimborso da parte del servizio sanitario nazionale. “Un bravo medico”, secondo Crocetta sottoposto nel gennaio scorso a un lifting addominale per cui, lui assicura, avrebbe pagato di tasca sua 3.700 euro. In 31 mesi Crocetta ha già dovuto sostituire 35 assessori, gli ultimi due si sono dimessi la settimana scorsa. Un record assoluto. Il sottosegretario alla Scuola Davide Faraone, plenipotenziario di Matteo Renzi sull'isola, vuole la sua testa. Minacciato dal parlamentare di tagli ai trasferimenti pubblici alla Regione (alle prese con un buco di 3 miliardi in bilancio), Crocetta ha accusato a sua volta Faraone di usare toni da mafioso. La resa dei conti potrebbe arrivare già sabato in occasione della direzione regionale del Pd.

Puglia, le scelte discusse del governatore

Il presidente della Puglia Michele Emiliano ANSA/LUCA TURI

Dopo le scintille pre-elettorali contro il premier che in Puglia non si è mai fatto vedere e che, dopo il voto, Michele Emiliano ha accusato di aver bruciato 1 milioni di voti per colpa della sua riforma della scuola, il neo governatore è nell'occhio del ciclone per aver assunto la fidanzata come portavoce e addetta stampa. In realtà la donna, Elena Laterza, lavorava con l'ex sindaco di Bari già dal 2004, ma ciò non è bastato a placare le polemiche. In un tweet, poi cancellato, Emiliano si era giustificato: “Non cambio il miglior addetto stampa che abbia mai avuto e che lavora per me da 11 anni solo perché ci siamo innamorati. Non sarebbe giusto”.

Calabria, le indagini sulle spese

Il presidente della Calabria Mario Oliverio ANSA/ FRANCESCO ARENA

"Gratta e vinci", detersivi, viaggi all'estero, tablet, cene, cellulari e lap dance. Tutte spese che gli ex consiglieri regionali della Calabria avrebbero tentato di far passare come per attività istituzionali e per cui avrebbero chiesto il rimborso. Tra i 27 indagati ci sono anche gli unici 3 assessori che il presidente della Calabria Mario Oliviero era riuscito a nominare da quando, 7 mesi fa, si era insediato. Si tratta del vice presidente Vincenzo Ciconte, di Carlo Guccione e di Antonino De Gaetano (agli arresti domiciliari), tutti del Pd. La prima a chiedere un passo indietro di quest'ultimo in particolare, era stata l'ex ministro Maria Carmela Lanzetta che rifiutò un posto in giunta proprio per la presenza di De Gaetano nell'esecutivo. La sua nomina fu contestata fin dall'inizio quandoDe Gaetano finì in un'informativa della Polizia che segnalava il suo presunto sostengo a una cosca dell'ndrangheta in occasione delle elezioni regionali del 2010. Più recentemente era stato coinvolto nelle polemiche sulla costrizione del nuovo ospedale di Gioia Tauro.

Piemonte, le firme contraffatte

Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Il 9 luglio, al più tardi a settembre, il Tar del Piemonte potrebbe obbligare la Regione a tornare alle urne. Le firme raccolte a sostegno della candidatura del vincitore delle elezioni del giugno di un anno fa, Sergio Chiamparino, risulterebbero infatti contraffatte. Il diretto interessato si dice pronto a ogni evenienza, compresa quella, si dovesse rivotare, di ricandidarsi. A contestare oltre 1700 firme davanti ai giudici amministrativi sono stati l'eurodeputato leghista Mario Borghezio e l'ex consigliera provinciale del Carroccio Patrizia Borgarello. Ma la vicenda sta avendo anche risvolti penali visto che ci sono 11 indagati tra cui quattro dipendenti del Pd.

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