Quanto vale il nuovo centrodestra nei sondaggi
Angelino Alfano nel corso della registrazione di "Porta a Porta", Roma, 18 novembre 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Quanto vale il nuovo centrodestra nei sondaggi
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Quanto vale il nuovo centrodestra nei sondaggi

Il sondaggista del Corriere Renato Mannheimer: "È ancora troppo presto per dire quanto vale il partito di Alfano"

 

Separarsi è bello. Sarà strategia, sarà rottura vera come del resto ha dichiarato Angelino Alfano che ha definito Forza Italia «il partito della rabbia», fatto sta che la scissione a destra fa bene, almeno per Silvio Berlusconi.

Certo, troppo poco per stabilirne e quantificarne la forbice di consenso precisa Renato Mannheimer, commissario nazionale di sondaggisti e uomo dei numeri del Corriere della Sera. «Di solito le scissioni pagano sempre nei pochi giorni successivi in cui avvengono. Ma attenzione può sempre trattarsi di entusiasmo».

Di sicuro c’è che il Nuovo centrodestra sia nelle rivelazioni di Mannheimer sia in quelle di Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, permettono alla coalizione di centrodestra di raggiungere il 35,7 (dati del Corriere) il 33,8 (Euromedia Research). Un entusiasmo che stando ai sondaggi di Ispo consegnerebbe al Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano un 10 per cento (più verosimile un sette per cento dice Mannheimer) un misero 3,6 % secondo Euromedia. Del resto basti ricordare lo stesso entusiasmo che caratterizzò la discesa in campo di Mario Monti e quei sondaggi che attestavano la coalizione da lui guidata addirittura al 23,3 per cento (dati Cise per il Sole 24 Ore), Swg al 15,6, Ipr marketing al 16%. Finì con un modesto 8,3% alle urne.

D’altronde i partiti funzionano un po’ come i nuovi prodotti lanciati sul mercato, spiega Mannheimer, quei prodotti verso cui viene attirata la curiosità dei consumatori-elettori. «E’ quell’elettorato stufo dei partiti tradizionali, elettori che si sono astenuti. Questo significa che per un dato più attendibile bisogna dare al partito di Alfano uno step di due settimane almeno». Eppure una scissione che fa bene all’intero centrodestra, rimane una novità. «Si, è una novità, è vero. Di solito le scissioni danneggiano sempre i partiti, questa volta sembra che faccia bene a entrambi».

In realtà la vera novità che sembra incidere è la raccolta che il nuovo partito di Alfano riesce a fare in quell’elettorato astenuto che rimane la solita variabile decisiva. «Da quel che sembra nei primissimi studi, Alfano riesce a raccogliere sia i delusi del centrodestra, sia gli astenuti». Ma realisticamente a quanto può aspirare il Nuovo centrodestra? «Mah, diciamo che viene dato tra il sette e il 10 per cento, ma solo se il partito non si piegherà al solito gioco di alleanze al centro, per intenderci il solito gioco di rifondare un grande partito di centro. Difficile fare un pronostico, abbiamo visto come qualsiasi sondaggio nel momento della campagna elettorale possa essere ampiamente ribaltato». Del resto lo stesso accadde con Gianfranco Fini. I sondaggi lo davano al 6,3% (dati Corriere) nel momento in cui diede vita a Fli, e come ricorda Flavia Perina, i più ottimisti addirittura si spinsero fino al 12%. Le elezioni ridimensionarono il dato al 0,47% (159.378 voti) segnandone la fine politica.

Altrettanto complicato è stabilire se scissione a parte, e nonostante le rassicurazioni di Alfano, quest’ultimo alla fine decida di rimanere sotto l’ala protettiva di Berlusconi o intenda rompere definitivamente. Per Mannheimer è più probabile la seconda ipotesi: «E’ possibile che si tratti di una rottura vera. Una cosa è la lealtà, una cosa sono linee che sembrano ormai diverse». Così come sono diversi i sondaggi dalle urne.

 

SONDAGGIO EMG 18/11 21/10 POL. 2013
FORZA ITALIA 18,1 25,4 (PDL) 21,6 (PDL)
NUOVO CENTRODESTRA 7,1 25,4 (PDL) 21,6 (PDL)
PD 30,0 29,0 25,4
M5S 22,0 21,5 25,6
SEL 3,6 4,6 3,2
CENTRO 2,4 (SC)+2,3(UDC) --- 8,3
LEGA NORD 3,9 4,0 4,1
FRATELLI D'ITALIA 2,3 2,2 2,0
INDECISI E ASTENUTI 14,1+34,0 ---- 27,5 (ASTENSIONE)
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