Ah, se solo camminasse sulla terraferma
BARCHIELLI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI
Ah, se solo camminasse sulla terraferma
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Ah, se solo camminasse sulla terraferma

Alla favoletta della rottamazione non crede più nessuno. E per Matteo Renzi è arrivato il momento di abbandonare spocchia e arroganza

Dal 7 aprile riposano in pace sulla scrivanie del segretario del Pd Matteo Renzi e dei vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani alcune domande inviate da Panorama. Scritte dopo lo scandalo Tempa Rossa (un sindaco arrestato, numerosi altri amministratori indagati compreso il sottosegretario Vito De Filippo, ancora al suo posto), la prima recita: "Che cosa vuole fare il partito per porre rimedio all'ondata di malaffare che coinvolge il Pd?".

C'è da dire che, probabilmente, nessuno dei tre ha risposto perché mentre chiudevano la busta arrivavano notizie poco piacevoli da una parte all'altra dell'Italia nei confronti di iscritti al Pd. Ma tante. Arresti e indagini per concorso esterno in associazione camorristica, corruzione, truffa, frode fiscale, abuso d'ufficio, spaccio di stupefacenti, turbativa d'asta: un compendio di reati gravissimi contestati a esponenti del partito da Siracusa a Lodi (qui il sindaco arrestato è il successore di Guerini) passando per Calabria, Campania, Basilicata, Molise, Toscana.

In breve, alla favoletta della rottamazione non può crederci più nessuno. Un sano bagno di realtà, dopo aver calcato per due anni i cieli della retorica, potrebbe adesso spingere Renzi a compiere il miracolo più atteso: camminare sulla terraferma. La discesa tra i comuni mortali abbandonando spocchia e arroganza gli è suggerita perfino dal suo "padrino" Giorgio Napolitano a proposito del referendum costituzionale di ottobre: "Ha sbagliato a metterci un tale carico politico... non è un trofeo che Renzi possa impugnare, non è un'incoronazione personale".

Proseguiamo. Il presidente della Repubblica in carica lo ha persuaso a non mettere nello stesso vaso rose e gigli (anche se magici), dove le prime sono le nomine ai vertici delle forze dell'ordine e gli altri la consulenza governativa all'amicofinanziatore Marco Carrai sul fronte della cybersicurezza (vedremo come andrà a finire). Altri segnali arrivano sul fronte delle amministrative con l'evidente imbarazzo nei confronti dello smemorato della Madonnina, al secolo Beppe Sala candidato renzianissimo a sindaco di Milano, al quale anche questa settimana ci permettiamo di sollecitare il ricordo su un affaruccio in Romania mentre a Roma e a Napoli i candidati pd arrancano. Il tutto si completa con i fischi e le manifestazioni di protesta che accompagnano il premier ovunque vada. Insomma, i fatti che dovrebbero spingere il presidente del Consiglio a smettere i panni dell'uomo solo al comando arrivano da ogni fronte. Soprattutto c'è ormai una consapevolezza che si è radicata nel Paese: fare opposizione è possibile.

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