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ANSA/ POLIZIA DI STATO
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Andrà in adozione il figlio di Martina e Alex, gli "amanti diabolici"

Lo ha deciso il Tribunale per i minorenni di Milano. La madre ha però già fatto sapere di voler ricorrere in appello

Avrà una famiglia adottiva il figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, gli "amanti diabolici" in carcere da quasi due anni per l'aggressione con l'acido a Pietro Barbini, avvenuta il 28 dicembre 2014. A deciderlo è stato il Tribunale per i minorenni di Milano dichiarando "lo stato di adottabilità" del piccolo, nato il 15 agosto 2015, disponendo anche da subito la "collocazione" a cura del Comune di Milano, tutore provvisorio, "presso famiglia scelta da questo Tribunale fra quelle idonee all'adozione".

Nelle 31 pagine della sentenza, basandosi su una consulenza d'ufficio di due psichiatre, viene anche evidenziata l'assoluta incapacità di essere genitori dei due giovani così come quella "accuditiva" dei nonni: oltre a stabilire la sospensione per la coppia "della responsabilità genitoriale sul figlio", il Tribunale ha quindi decretato anche "l'immediata sospensione di ogni rapporto, anche indiretto del minore con i familiari".

Le reazioni al provvedimento
Finora il piccolo, dopo essere stato tolto alla madre subito dopo la nascita per essere provvisoriamente collocato in una "Casa famiglia" in attesa dell'esito del procedimento, veniva portato saltuariamente in carcere dagli operatori per incontrarsi con i genitori, condannati a 14 anni di detenzione. Martina, che aveva chiesto di essere trasferita da San Vittore ad un Icam (Istituto di custodia attenuata per madri detenute) assieme al figlio, attraverso il suo legale, l'avvocato Laura Cossar, ha fatto sapere di voler presentare ricorso in appello; Alex, invece, difeso da Valeria Barbanti, dopo aver chiesto che il piccolo venisse affidato alla nonna paterna, valuterà se impugnare o meno il provvedimento. Che è invece stato accolto con soddisfazione dal pm Marcello Musso, titolare dell'inchiesta che ha portato alle condanne: "La consapevolezza della sofferenza umana che provoca tale decisione, non fa venire meno la soddisfazione per la decisione del Tribunale per i minorenni che ha fatto giustizia", ha commentato il magistrato dopo la sentenza.

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