Musica

"Il fuoco in una stanza", il nuovo viaggio (in camper) degli Zen Circus

Dopo l'ultimo tour con 66 date in tutta Italia la band è ripartita per promuovere il nuovo album. Li abbiamo incontrati

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Matteo Politanò

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È uscito lo scorso 2 marzo Il fuoco in una stanza, il nuovo album degli Zen Circus. La band, nata a Pisa a metà degli anni '90, sta girando l'Italia in questi giorni dopo il successo dell’ultimo disco, La Terza Guerra Mondiale, e le 66 date in tutta Italia per oltre 98.000 biglietti venduti. Andrea Appino, Massimiliano "Ufo" Schiavelli, Karim Qqru e Francesco "Il maestro" Pellegrini, hanno deciso di iniziare questo nuovo on the road della penisola a bordo di un camper personalizzato, una locandina su quattro ruote che trasforma la lunga serie di instore in una sorta di campagna elettorale del rock.

Come è nata l'idea del camper speciale con il quale state girando l'Italia?

"È stata un po' nostra un po' del management perché i racconti del camper degli Zen sono ormai mitologici. Nella nostra carriera di testardi scavalca montagne ne abbiamo già bruciati tre di camper... In questo caso volevamo riproporre questo aspetto picaresco della band, che magari i fan più giovani non hanno fatto in tempo a vedere. È anche un formidabile mezzo di promozione, da campagna elettorale..."

Quali sono state le priorità per questo album?

"L'unica priorità era sonora. Avevamo in mente un'idea di suono ben precisa e abbiamo lavorato su quello. Per il resto sono state anche le canzoni a sceglierci, non ci rincorreva nessuno, anzi. Abbiamo chiuso l'ultima data del tour il 23 settembre scorso, se non fossimo stati convinti al 100% dei brani non avremmo fatto un nuovo album. È stato anche un processo meno complicato della Terza guerra mondiale dove abbiamo dovuto scegliere tra 40 bozze e bozzette. Qui invece le canzoni sono arrivate una dietro l'altra. La parte importante è stata quindi chiederci "ok, ora come le lavoriamo?" L'ispirazione è stata figlia di un periodo molto particolare che ha portato a far uscire un lato più introspettivo della nostra musica."

Come avete scelto la nuova copertina?

"Come sempre è un lavoro di Ilaria Magliocchetti che è la nostra sorellina... L'abbiamo conosciuta per fare la copertina del magazine Il Mucchio Selvaggio nel 2009, da lì è nato un amore e da quel giorno ogni copertina la fa lei. Abbiamo iniziato un rapporto simbiotico e siamo cresciuti insieme, l'abbiamo conosciuta oltre dieci anni fa. Questa volta ci abbiamo messo un po' per trovare la quadra, inizialmente avevamo un'altra idea che poi è stata accantonata dopo aver parlato con lei. È sempre stato un lavoro di squadra."

Secondo voi, ad oggi, ha senso fare distinzione tra musica reale e musica virtuale?

"Questa domanda si pone su più livelli... Lo streaming sicuramente crea più frammentazione ma permette anche di fare grandi scoperte: capita di cercare un aritsta e di scoprirne altri correlati che diversamente non avremmo mai trovato. Inoltre crediamo che questa ondata di ascolto liquido stia portando ad una risorgenza della voglia di vedere dal vivo chi si ascolta. Altrimenti non si spiegherebbero le grandi affluenze degli ultimi tempi".

Qual è la cosa più punk che avete fatto nell'ultimo tour?

"Un momento particolarmente punk è stato a Varese. Il maestro Pellegrini fu colto da un attacco di sonnolenza improvviso e preferì tornare in albergo prima degli altri. Al ritorno in hotel la scena che ci trovammo davanti fu questa: fuori dalla hall vedevamo il concierge che dormiva e il maestro dietro il bancone che preparava cocktail. Iniziò a distribuirli a cinesi ubraichi di una certa età ai quali si aggiunsero alcune ragazze bulgare scappate dalla camera dei genitori. Eravamo in un albergo vicino all'aereoporto quindi c'era un grosso via vai di stranieri. Si è creato questo baccanale senza senso: è finita a selfie con cinesi e bulgari ubriachi che non sapevano minimamente chi fossimo..."

Ultimamente c'è qualche realtà musicale che vi ha colpito più di altre?

"Caspita se ne abbiamo! Ultimamente, parlando d'Italia, ci è piaciuto molto Cosmo. Appino non è imparziale perché lo conosce dal 2004, ma Cosmo e Motta hanno fatto veramente della musica di qualità. Motta lo ha conosciuto che aveva 9 anni e lui 19, ma amicizia a parte ci sono piaciuti davvero tanto. Anche Lucio Corsi ha un disco che si fa ascoltare dall'inizio alla fine, così come Giovanni Truppi e i La Rappresentante di Lista. Ci ha colpito molto Ghali, ne sentiremo parlare anche tra 20 anni. Credo che sia un momento ottimo per la musica italiana di tutti i generi, siamo felici di farne parte!"

Le date degli instore

Padova 05/03 alle 18.00 @ Feltrinelli via San Francesco, 7

Bologna 06/03 alle 18.00 @ Feltrinelli piazza Ravegnana

Firenze 07/03 alle 18.00 @ Feltrinelli RED piazza della Repubblica

Roma 08/03 orario 17.30 @ Discoteca Laziale

Napoli 09/03 alle 18.00 @ Feltrinelli piazza dei Martiri

Pescara 10/03 (sabato) alle 17.00 @ Feltrinelli via Trento angolo Milano

Bari 11/03 (domenica) alle 17.00 @ Feltrinelli Bari via Melo

Pisa 12/03 alle 18.00 @ Feltrinelli Corso Italia, 50

Catania 13/03 alle 18.00 @ Feltrinelli via Etnea

Palermo 14/03 alle 18.00 @ Palermo via Cavour

Le date del tour 2018

13-apr Bologna - Estragon

19-apr Milano - Alcatraz

20-apr Venaria Reale (TO) - Teatro della Concordia

21-apr Genova - Supernova Festival

27-apr Firenze - Obihall

28-apr Marghera (VE) - Centro Sociale Rivolta

04-mag Roma - Atlantico

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