X Factor 6: le pagelle della finale (7 dicembre). E un voto ai giudici

Commento, analisi e voti ai talenti mostrati su Sky Uno. Attenzione alla musica, ai nuovi brani cantati, all'interpretazione portata sul palco tra i concorrenti sul podio. Le emozioni (e le stonature) ancora tra le cover più belle di sempre

Alessandro Alicandri

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Abbiamo visto ieri sera con voi l'ultima puntata di X Factor 6 (del 7 dicembre 2012) in onda su Sky Uno. Il Canale Cultura di Panorama.it, anche questa settimana, ha deciso di dedicare spazio alle esibizioni, con una pagella e l'analisi esclusivamente musicale. Daremo un voto ai 3 concorrenti rimasti nel talent show, per i duetti e per la riproposizione del best of e dell'inedito. Daremo, solo in questa ultima occasione, una valutazione complessiva del lavoro fatto dai giudici.

La puntata, più che altro celebrativa, ha dato modo di ascoltare i tre finalisti Davide Merlini, Chiara Galiazzo e Ics in duetto con artisti internazionali. Quindi cominciamo con la nostra analisi e valutiamo la performance dei candidati alla vittoria. Il primo è Davide, esibitosi con Skye dei Morcheeba nel brano "Rome wasn't build in a day" (2000, da "Fragment of freedom"). La performance è stata piuttosto fredda, con poca interazione emotiva tra i due interpreti. Interessanti gli acuti di Davide come l'ineguagliabile eleganza di Skye, un volto e un mondo musicale che merita più di quanto il mercato non le stia offrendo in questo momento. È stata questa l'ultima esibizione del ragazzo nel programma, prima della sua eliminazione.

DAVIDE MERLINI - VOTO DUETTO: 6/7 - VOTO COMPLESSIVO A X FACTOR: 7

Chiara Galiazzo si è esibita con Mika nel brano "Stardust" (2012, da "The Origin of love"). L'esibizione è stata magica. A creare un vantaggio netto è stato senza dubbio l'atteggiamento di Mika, appassionato di Chiara e alla sua vocalità. L'unione delle due voci è stata di altissimo livello, dove non si percepiva il gap di "professionalità" tra gli artisti. Grande momento di musica. Questa sera tra l'altro si è esibita anche nel cut del singolo "Due respiri" e nel medley dei suoi brani migliori a X Factor con un piglio emozionato e finalmente concentrato nell'obiettivo, vincere.

CHIARA GALIAZZO - VOTO DUETTO: 9 - VOTO COMPLESSIVO A X FACTOR: 10

Ics ha dato "il colpo di grazia" e lo ha fatto duettando con Lisa Hannigan, di sicuro la meno nota tra gli artisti ospiti, ma con il brano che forse ci ha sorpreso di più nel suo risultato finale. Il brano "What I'll do" del 2012 (estratto dall'album "Passenger") è uno splendido inno alla positività, con un testo perfetto anche per un artista rapper. Complimenti a Ics che anche in fase finale è riuscito a portare sul palco ancora una volta il suo genere, ma con una voce intonata e convincente in modo definitivo. Centrato, determinato, forte. Per motivi diversi, avrebbe meritato senza dubbio la vittoria.

ICS - VOTO DUETTO: 8/9 - VOTO COMPLESSIVO A X FACTOR: 9

Se l'hanno scorso qualcuno pensava che il lustro di Morgan era andato perso insieme ai suoi "sottouomini" si sbagliava. È chiaro che nel momento in cui hai una squadra con delle potenzialità così forti, lavorare con loro è una strada in discesa. Ma ricordiamoci anche che con i se e con i ma non si fa niente e la storia di X Factor è così piena di casi di ottime voci eliminate a metà percorso, anche vincitori annunciati, semplicemente perché non si è tenuta viva la fiamma dell'interesse verso quel personaggio, quindi il merito a Morgan va tutto. I suoi brani mai scontati, gli arrangiamenti curiosi e in alcuni casi strabilianti, non ci hanno mai fatto sbadigliare di noia. Grande cultura, gusto e curiosità.

Il bello di Morgan come giudice è avere l'occasione di salire su un treno dove può succedere qualsiasi cosa. Anche risultare decisamente più interessanti di come si sarebbe cantando i "soliti brani". Come ogni anno Morgan è stato capace di proporre tantissima musica del repertorio rock anni '80, toccando il metal ma anche i generi più di confine come l'hip hop, il trip hop, l'elettronica e tutti generi affini alle necessità di Ics. E naturalmente, il cantautorato italiano dimenticato, meno gratificato dai media. Classe, genio e una naturale dote nel saper valorizzare i suoi ragazzi. La "morganizzazione" dei suoi allievi fa solo tanto del bene, se i ragazzi hanno vero talento.

MORGAN - VOTO: 10

Arisa è stato il giudice più controverso, che ha fatto le scelte più pericolose ma rispondenti ai canoni dell'indie pop che piace anche in Italia. Grande attenzione ai successi di qualità vivi nelle classifiche come iTunes, Arisa ha dato quel tocco alternativo ma sempre comprensibile ai suoi artisti. La missione dell'avere i gruppi non solo è la più complicata, ma in molti casi è anche la meno gratificante.

Di certo la sua squadra aveva nomi interessanti, volti che hanno destato interesse, ma pochissimo talento indiscutibile, quello che ha portato avanti fino alla vittoria i cari buoni Aram Quartet o i Bastard Sons Of Dioniso e in qualche modo i Moderni (le Yavanna sono l'eccezione che conferma la regola, diciamo così), gli unici "gruppi" a essere arrivati all'inedito.

In qualche caso ha dato troppa fiducia alle sue scelte di fronte a cantanti che sarebbero in ogni caso riusciti a esaltarli nel modo giusto. Brava Arisa che è riuscita a portare un po' di cultura giovane nelle scelte musicali del programma, senza mai spingere sul già estremamente noto e puntando molto sull'effetto novità. In questo senso, i Fréres Chaos (prima degli eccessi dopo la loro eliminazione) ne stavano guadagnando in credibilità e rispetto.

ARISA - VOTO: 8

Simona Ventura è la regina del popolare italiano e anche in questa occasione, complice la presenza di voci molto affini al suo gusto commerciale, è stato possibile portare sul palco i brani con un grande appeal radiofonico, molto attuali, spesso talmente nuove per il pubblico da risultare pericolose nell'immediato confronto che sapeva già di emulazione.

Portare Davide fino all'ultima puntata è stato un vero miracolo che poteva arrivare solo dalla mente di una come la Ventura che da sempre sa come prendere la gola e lo stomaco degli spettatori puntando sempre a brani "forti" e soprattutto vicinissimi alla cultura melodica italiana, che è ancora oggi quella che vende di più. Forse su Daniele serviva un lavoro diverso, più ricercato e meno di superficie e questo non l'ha aiutato nonostante il grande talento di partenza.

SIMONA VENTURA - VOTO: 7 E MEZZO

Elio si è dimostrato ancora una volta uno stratega che però si muove come una mina impazzita. È stato evidente come nel suo background musicale, le sue scelte sarebbero state più che altro vicine alla musica anni '60/'70 delle grandi voci femminili del passato o in alternativa, brani della tradizione pop-rock.

In moltissime altre scelte, come in tutte quelle che hanno accompagnato la carriera di Yendry e in qualche modo di Cixi, si è vista più una scelta di gioco, attenta a valorizzarle ma purtroppo senza dare loro il giusto valore finale. Lo scivolone su Cixi nelle battute finali come nella selezione dell'inedito al di sopra delle sue possibilità, Yendry spinta in un burrone con una connotazione eccessivamente black, così come Nice, che dopo un inizio sfavillante è stata relegata al trattenere invece che liberare quando si è troppo giovani per farlo, producendo effetti deleteri sul loro percorso.

ELIO - VOTO: 7

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