Musica

Willie Peyote: "La musica ha bisogno di coraggio"

La nostra intervista all'autore di Iodegradabile, uno degli album più ispirati del 2019

WILLIE PEYOTE

Gianni Poglio

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Il rap a fare da collante e poi tutt'intorno un caleidoscopio di influenze musicali che fanno di Iodegradabile uno dei dischi più ispirati e intelligenti del 2019. Willie Peyote ha 34 anni, un background musicale ad ampio spettro alle spalle e una scrittura intrigante lontana anni luce dalla deprimente banalità dei testi che affligge gran parte dei brani made in Italy di nuova generazione. 

"Io scrivo come uno che ha 34 anni. Me li sento tutti e credo che un adulto che si metta a scrivere o a parlare come un adolescente sia da internare. Ovviamente non voglio tagliar fuori nessuno e mi fa piacere se un ragazzo più giovane si appassiona alle mie canzoni".

Tra le varie esperienze musicali di Willie c'è anche quella di batterista in una band post rock: "Non ero un grande batterista, ma quell'esperienza è stata molto utile per per vedere il palco da un'altra prospettiva: è un po' come giocare in diversi ruoli in una squadra di calcio. Diventare frontman è più facile se prima sei stato nelle retrovie" racconta. 

"Perché Iodegradabile? Mi sono posto la questione della fine delle cose in un'epoca in cui compriamo oggetti destinati a scadere e in cui persino la musica "dura" sempre meno. Basta guardarsi intorno per cogliere gli effetti della nostra degradabilità" racconta. "Io pongo domande perché se le pongano anche le persone che mi ascoltano. Nei miei dischi non offro risposte. Se lo facessi, allora entrerei in politica" spiega.

"Cosa vedo nella musica di oggi? Una grande paura di sbagliare di fare errori. Non ci si assume alcun rischio artistico per il timore di perdere il pubblico che fino a quel momento ti ha seguito. Questo crea una sorta di immobilismo. Vedo in giro tanti ragazzi di talento che però non si applicano, come dicevano a me quando andavo a scuola". 

E sulle influenze musicali aggiunge: "Sia io sia le persone che collaborano con me abbiamo una cultura musicale variegata. Ovvio che questo trovi riscontro nelle canzoni. Io, comunque, scrivo e canto principalmente in modalità rap". 

Wilie Peyote e il ricordo di Mango: "Negli ultimi istanti della sua vita Mango interruppe il concerto perché stava male. C'è un video in rete in cui si vede che prima di occuparsi di se stesso chiede scusa al pubblico. Ecco, quelle immagini drammatiche mi hanno fatto capire che cosa dovrebbe fare veramente un artista su un palco, che tipo di rispetto dovrebbe avere nei confronti di chi lo segue. Ho citato Mango in una mia canzone e l'ho fatto con tutto il dovuto rispetto nei confronti suoi e della sua famiglia".

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