Will.i.am: 'Altro che pop, io cerco in tv il nuovo Steve Jobs'

Il fondatore dei Black Eyed Peas trasforma le intuizioni in dollari e le persone in celebrità

Will.i.am (Credits: Outline/Corbis)

Gianni Poglio

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Quelli che gli fanno offerte di lavoro si chiamano Nasa, Coca-Cola, Intel, Casa Bianca, Fox, Universal. Tutti vogliono Will.i.am. "E non per fare il dj alle loro feste" puntualizza lui. Lo vogliono perché trasforma le intuizioni in dollari e le persone in celebrità. Parlano forte e chiaro i 62 milioni di cd venduti dal suo gruppo, i Black Eyed Peas, i 26 milioni di visualizzazioni del video in cui ha messo in musica un discorso elettorale di Barack Obama e il contratto milionario da direttore creativo della Intel. "La notorietà che regala il pop è la più formidabile chiave di accesso al business" ripete come un mantra.

William James Adams Jr (il vero nome) non è uno dei tanti che hanno scoperto le meraviglie delle band che diventano brand. Lui non si limita a incassare assegni per mettere la faccia su un profumo o un dentifricio. Will il business lo inventa confrontandosi direttamente con i chief executive
che contano. Come quando ha convinto la Nasa a trasmettere sulla Terra, da una sonda su Marte, il suo singolo Reach for the stars; o con la Coca-Cola ha creato Ekocycle, un progetto per produrre cuffie da musica e cappellini da baseball riciclando bottiglie di plastica e lattine d’alluminio.

"Il mondo" è questo il succo della sua filosofia "non ha bisogno dell’ennesimo cantante impallinato, idealista e integralista, ma di tanti piccoli Steve Jobs. Servono idee che producano denaro per creare imprese e, quindi, posti di lavoro". Era così già a 17 anni, quando si intrufolava nei rave party californiani per studiare da vicino i futuri clienti e frequentava tutti i corsi di music marketing organizzati a Hollywood da professionisti dell’intrattenimento. "Studiando il mercato, ho avuto la visione: una band in grado di diventare la colonna sonora di una generazione, ma anche un punto di riferimento estetico per la cura maniacale del look e quindi del merchandising".

Il merchandising è la sua ossessione. "Quando arrivo davanti all’arena di un nostro concerto, la prima cosa che controllo è la scritta dello sponsor che brilla sul tetto. Se c’è, significa che il promoter ha potuto abbassare i prezzi dei biglietti. Dollari risparmiati, che i ragazzi investiranno in magliette, cappellini e braccialetti alla fine dello spettacolo". Sul fronte musicale la prossima mossa sarà #willpower, un disco solista in uscita a metà marzo. Tra gli ospiti, Alicia Keys, Jennifer Lopez e Mick Jagger dei Rolling Stones. L’ultimo colpo grosso prima di buttarsi anima e corpo sul suo nuovo sogno proibito: un talent show alla X Factor per scovare giovani geni dell’informatica. Giusto per non perdere tempo, ne ha già parlato con Simon Cowell, il guru delle competizioni musicali in tv. "Siamo d’accordo su tutto: il nuovo Jobs è tra noi, bisogna solo scovarlo".

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