Vevo è la nuova Mtv

Le multinazionali della musica hanno scommesso sullo streaming. E hanno vinto.

Il mese scorso Vevo ha avuto 609 milioni di visite, contro i 261 milioni di Mtv.com (Credits: Neilson Barnard/Getty Images for VEVO)

Marco Pedersini

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Questa è una storia in cui vincono i cattivi. Inizia nel 2009, quando la stampa si accorge che i teenager preferiscono ascoltare canzoni in streaming piuttosto che perdere tempo a scaricarle. Sta finendo un decennio di cliché sulla musica piratata (aprì le danze lo scontro Napster-Metallica), è iniziata l'era di Vevo. Il nome potrebbe non dirvi nulla, il logo, forse, l'avrete visto su YouTube. La sentirete nominare più spesso, perché, in un mondo in cui i canali musicali non trasmettono videoclip, Vevo (per gli anglofoni, "Vivo") è la nuova Mtv.
 
I numeri sono dalla sua parte: nato col sostegno di due vecchi rivali come Universal e Sony Music, il servizio di musica in streaming Vevo ha alle sue spalle (tra gli altri) Emi, Cbs, Walt Disney, Hollywood Records e l'Abu Dhabi Media Group. Quando guardate un videoclip da Facebook o su YouTube, spesso, state in realtà passando attraverso Vevo. Non potreste fare altrimenti, se volete un risultato decente: Vevo, "per fornire un servizio di alta qualità", impone agli artisti di cancellare i loro video da tutte le altre piattaforme. In cambio, garantisce un pezzo di una rendita pubblicitaria che ha sempre meno paragoni, visto il numero di accessi: Vevo ha ormai una media di 250 milioni utenti al mese, ben più dei 25 milioni dichiarati da Spotify.
 
Si è messo sulla difensiva anche Google, proprietario di YouTube, che ha scelto di tenersi il nemico vicino: ne ha comprato il 7 per cento delle azioni, proprio mentre il ceo di Vevo dichiarava: "Siamo aperti a tutti, non vogliamo certo costringere gli utenti a passare per YouTube".
 
Il 9 settembre, quando Miley Cyrus si è messa a cavalcare una palla da demolitore cantando "Wrecking Ball", Vevo ha avuto quasi 20 milioni di visite in una giornata. "Abbiamo superato Mtv.com ", hanno esultato al servizio di streaming. Non è un risultato impossibile, se hai costruito un monopolio e se la Universal Music ti è venuta incontro togliendo tutti i suoi video musicali dal sito di Mtv. È, comunque, un segno importante: le grande industria musicale sta vincendo la sua scommessa.
 
Così, mentre Mtv ci tiene al corrente delle avventure di giovani palestrati del New Jersey, Vevo può camminare da sola: in Germania verrà lanciata slegata da YouTube , negli Stati Uniti forse arriverà tra i canali tv (quindi, direttamente contro Mtv). Tutto grazie un modello di business rivoluzionario: concedere video musicali a chi li vuole vedere, quando li vuole vedere. 

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