Giovanni Ferrari

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Certe storie è giusto raccontarle. Quella di Vasco Rossi, rocker che ha fatto (e sta tuttora facendo) compagnia a intere generazioni, è una di quelle. È giusto raccontare (e, quindi, ripercorrere) la storia del Blasco perchè, facendolo, ripercorriamo anche un po' la nostra, di storia. Cantore fedele e folle delle speranze di giovani e adulti, Vasco è finito per essere un punto di riferimento per una parte del nostro Paese.

Così, "VascoNonStop" non è solo la raccolta di 69 brani del cantante (nella tracklist in ordine cronologico), ma è anche la possibilità di ripercorrere il cammino del rocker di Zocca. Questa prima antologia storica è disponibile in tre versioni: deluxe edition (4 CD), special fan edition (9 CD+2DVD) e edizione vinile deluxe (7 LP).

Come già affermato, nella tracklist di "VascoNonStop" (in uscita oggi 11 novembre per Universal) tutti i principali successi del cantante ma anche quattro brani inediti, che inaugurano l'ascolto del disco. Stiamo parlando di Un mondo migliore (già successo radiofonico), Come nelle favole, L'amore ai tempi del cellulare e Più in alto che c'è


Un mondo migliore

Questo brano lo conosciamo già bene (è uscito il 13 ottobre scorso). Il modo migliore con cui tornare sulle scene dopo "Sono innocente" del 2014. Il brano, con la sua grinta, racconta della necessità di ripartire, anche quando non si è pronti. È forte l'idea della strada, del viaggio: si percepisce il bisogno di credere che qualcosa possa davvero cambiare. Del brano Vasco ha detto: "Lo spunto per il testo mi è venuto con la malinconia che mi è scesa addosso una sera, prima di partire per Los Angeles. Non ne avevo più voglia improvvisamente. Come al solito il dualismo che non mi dà pace: da una parte la voglia di muovermi, l'ignoto mi incuriosisce e mi sfida". E ancora: "Parlo della scelta di essere libero. A costo di qualche rimpianto".

Come nelle favole

Il testo e la musica di questo brano sono entrambi di Vasco. L'inizio - solo piano e voce - è delicato. Poi parte deciso il refrain "Quello che potremmo fare io e te". Vasco si ferma e si guarda indietro, ma con il solo intento di riprendere forza, per costruire ancora e ancora. È una dichiarazione d'amore vera e propria che, all'interno della quotidianità, arriva a superarla, tendendo al per sempre. Proprio come nelle favole. 

L'amore ai tempi del cellulare

Si tratta di un brano divertente, che prende di mira la dipendenza dal telefono. Lo dice lo stesso ritornello: "Non sopporto questo maledetto aggeggio che mi trova anche se non voglio". Un tema leggero che, in modo ironico, fa trasparire l'odio del Blasco nei confronti della geolocalizzazione a cui la generazione-smartphone ci sta abituando. E non solo...

Più in alto che c'è

Più in alto che c'è è una vera sorpresa. Infatti si tratta di un brano che Vasco aveva scritto per un album da solista di Dodi Battaglia. Si potrebbe leggere come il passo successivo a Un senso. Non a caso il Blasco ha deciso solo ora di far proprio il brano, inserendolo ufficialmente nel suo repertorio. Va a fondo del rapporto d'amore ("Una donna cos'è?"). È un Vasco pieno di interrogativi, che non si mette il cuore in pace. Di questo brano Vasco ha raccontato: "Forse non tutti sanno che Dodi ha suonato la chitarra in Una canzone per te. Un grande chitarrista, oltre a essere un Pooh, e allora, mi chiese di scrivergli una canzone per un album che avrebbe fatto da solista. Io gliel’ho scritta molto volentieri… lì per lì…e non me ne sono pentito... Ma già mentre gliela consegnavo, sapevo che prima o poi l’avrei voluta cantare anche io". Detto, fatto.

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