Gabriele Antonucci

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“Grazie a tutti, siete fantastici, siete i più belli, siete i più grandi e ce la farete tutti, alla prossima!”.

Con queste parole il komandante-predicatore Vasco Rossi ha salutato i suoi 220.000 fedeli dopo aver officiato per oltre tre ore la grande messa rock denominata Modena Park, un luogo del cuore, più che fisico.

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Non è stato solo un concerto, ma un vero e proprio sacrificio d’amore da parte del popolo del Blasco (c'è chi è rimasto accampato un mese per avere un posto in prima fila), di quelli fatti con il cuore, nonostante la fatica, le lunghe ore di attesa e il caldo, perché ciò che ha ricevuto, nel corso degli anni, è ben più di quello che ha dato.

Vasco, per gli spettatori presenti, è stato una sorta di romanzo di formazione, che ha accompagnato le gioie, i periodi bui, gli amori, le solitudini e gli snodi fondamentali di quella imprevedibile avventura chiamata vita.

Anche ieri sera il rocker di Zocca non si è mai rivolto a una folla anonima e senza volto, ma a ciascuno dei 220.000 presenti come un vecchio amico che ha sempre le parole giuste da dirti, sia che debba consolarti o spronarti.

Nell’era del solipsismo digitale e della paura latente del terrorismo, l’entusiastica adesione degli spettatori al richiamo del Modena Park è un segnale di grande speranza, oltre che l'ennesima conferma del potere taumaturgico della musica.

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Alle ore 21 in punto, quando ancora a Modena non si è fatto buio, le celebri note di Così parlò Zarathustra di Richard Strauss e un sole gigantesco sul maxischermo hanno annunciato l’arrivo di Vasco, con giubbotto giallo e maglia nera, che dà il via alla festa con l’iconica Colpa d’Alfredo, contenente la celebre strofa sul Modena Park, una canzone che, se fosse pubblicata oggi, sarebbe probabilmente stata bandita dalle rigide vestali del politicamente corretto.

“Benvenuti alla festa epocale di Modena Park- saluta il rocker di Zocca- benvenuti al concerto che non ha mai fine, benvenuti nella leggenda, benvenuti al record mondiale!”.

Dopo Alibi e Blasco Rossi, è la volta di Bollicine: “Benvenuti negli anni Ottanta! -dice Vasco- Avete sete?”. La canzone è una gustosa parodia delle pubblicità invasive del decennio dei paninari e degli yuppies, ricca di doppi sensi, in perfetto stile Vasco.

I primi brividi della serata arrivano con la splendida Ogni volta, in cui è difficile non emozionarsi nel verso “Ogni volta che rimango con la testa tra le mani e rimando tutto a domani”, che si chiude con un assolo di Stef Burn alla chitarra ricco di pathos.

La prima sorpresa della serata è la delicata Anima Fragile, dall’album Colpa d’Alfredo del 1980, in cui Vasco è accompagnato da Gaetano Curreri (che tanto ha contributo al suo successo) al pianoforte.

Introdotta da una citazione di Staying alive dei Bee Gees, Una splendida giornata si conferma ancora oggi un grande pezzo pop, con alcune ragazze del pubblico invitate a ballare sul palco con il Kom, che si diverte un sacco e, conseguentemente, fa divertire la sterminata platea del Modena Park.

La scaletta prevede una sapiente alternanza di ballad e inni rock, con la commovente Vivere, accompagnata dai filmati dei fan sul maxischermo, seguita poco dopo dall’inno dionisiaco Rewind, con numerose ragazze tra il pubblico che restano in reggiseno e alcune addirittura in topless.

E' un suggestivo tuffo nel passato il lungo interludio strumentale del virtuoso della sei corde Andrea Braido, che per anni è stata la chitarra solista del Blasco: un musicista che, a giudicare dal calore degli applausi del Modena Park, non è mai stato dimenticato.

Da brividi la doppietta Va bene va bene… e Senza parole, mentre gli adrenalinici brani rock Gli spari sopra, Sballi ravvicinati del terzo tipo e C’è chi dice no fanno ruggire le chitarre infuocate di Stef Burns e di Vince Pastano.

“Facciamo l’amore sopra la paura -incita Vasco- il nemico non è l’odio, ma è la paura. Noi non dobbiamo avere paura, voi non avete avuto paura, non ci chiuderanno in casa con la paura, non cambieremo le nostre abitudini, l’amore è più forte della paura”.

Un mondo migliore chiude il primo set, con una lunga pausa che porta agli attesissimi bis, e che bis: I soliti, Sally, Un senso e Siamo solo noi, in cui il coinvolgimento del pubblico è al massimo.

Dopo la presentazione dei musicisti, è il turno di Vita spericolata, con una piccola modifica nel testo “Ognuno perso dentro il suo Facebook”, il saluto caloroso al compianto Massimo Riva e il gran finale con Albachiara dove Gaetano Curreri torna di nuovo al pianoforte.

I fuochi d’artificio sono il climax di un concerto ricco di emozioni e di ottima musica, che ha fatto segnare un record di spettatori difficile da battere per chiunque.

Al di là dei numeri, ciò che colpisce è il senso di appartenenza e di comunanza che si respira ad ogni show di Vasco.

Quello che fa urlare ai suoi fedeli fan, ad ogni concerto, “siamo solo noi”, mentre “tutto il mondo è fuori”.

La scaletta del concerto del Modena Park del 1 luglio 2017

Intro: Also sprach Zarathustra (Strauss)

Colpa d’Alfredo

Alibi

Blasco Rossi

Bollicine

Ogni volta

Anima fragile con Gaetano Curreri al pianoforte

 Jenny

 Silvia

 La nostra relazione

Splendida giornata

Ieri ho sgozzato mio figlio

Delusa Medley: Delusa, T’immagini, Mi piaci perchè, Gioca con me, Stasera!,

Sono ancora in coma

Rock’n’roll show

Ultimo domicilio conosciuto: guest Maurizio Solieri

Vivere una favola

Non mi va

Cosa vuoi da me

Siamo soli

Come nelle favole

Vivere

Sono innocente

Rewind

Liberi liberi

Interludio 2017 con  Andrea Braido

Acustico: Il tempo crea eroi, Una canzone per te, L’una per te, Ridere di te, Va bene va bene così, Senza parole

Stupendo

Gli spari sopra

Sballi ravvicinati del terzo tipo

C’è chi dice no

Un mondo migliore

I soliti

Sally

Un senso

Siamo solo noi

Vita spericolata

Albachiara

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