Gabriele Antonucci

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Ieri sera, mentre il mondo seguiva con il fiato sospeso il testa a testa tra Donald Trump e Hillary Clinton per la Casa Bianca, “Le Iene”, trasmissione cult di Italia Uno, ha mandato in onda un lungo e scottante servizio di Matteo Viviani sul fenomeno del secondary ticketing, ovvero i biglietti di concerti (quasi sempre sold out come quelli dei Colplay ) rivenduti online a prezzi maggiorati anche di  20 volte su canali diversi da Ticketone, che ha l’esclusiva della vendita diretta sul web.

Nel filmato Viviani intervista un’impiegata di una società di intermediazione di biglietti, ripresa di spalle e con la voce modificata per rimanere anonima, che ha gettato inquietanti ombre sui presunti rapporti, avvalorati da numerose fatture, tra alcune organizzazioni di concerti e le stesse società di secondary ticketing.

Non c’è nulla di illegale se un singolo utente, che non può più andare a un concerto, mette in vendita il suo prezioso tagliando a un prezzo maggiorato su un sito di vendita secondaria.

Il discorso è diverso se numerosi biglietti, come lascia intendere il servizio, vengono venduti a prezzo di costo direttamente dall’organizzazione dei concerti a una società di secondary ticketing, prima dell'inzio della vendita ufficiale, con una clausola che stabilisce che il 90% dei guadagni della transazione debba poi tornare a chi ha messo in circolazione i biglietti, violando così il diritto di esclusiva di Ticketone.

Oggi Vasco Rossi, tra gli artisti di punta della Live Nation, società che, secondo i documenti de “Le Iene”, avrebbe intrattenuto rapporti con una società di secondary ticketing, ha annunciato, attraverso la società Giamaica Management che ne cura gli interessi, di avere sospeso i rapporti con l'agenzia di live promoting dopo il servizio di ieri sera.

"Dopo aver appreso dal servizio televisivo de Le Iene di un possibile coinvolgimento di Live Nation nella rivendita secondaria di biglietti per i concerti in Italia -si apprende nella nota-  Giamaica management comunica di avere attualmente sospeso ogni rapporto commerciale con Live Nation e si riserva di agire per vie legali essendo totalmente estranea a quanto emerso dal servizio giornalistico. Giamaica ritiene che l’attività di secondary ticketing, altamente speculativa, è da tempo riconosciuta come dannosa non solo per il pubblico ma anche per gli artisti che a loro insaputa e loro malgrado si ritrovano per errore coinvolti".

Vasco Rossi, che si è sempre battuto contro il “bagarinaggio online”, è uno dei firmatari del protocollo SIAE contro il secondary ticketing.

Chi si è sempre schierato contro il secondary ticketing è Claudio Trotta, patron di Barley Arts, che oggi pomeriggio ha inviato una lettera aperta alla direzione di Assomusica, l'associazione di categoria degli impresari musicali italiani.Ecco il testo della missiva:

Caro presidente e cari membri del consiglio direttivo e cari associati

A seguito delle dichiarazioni di Roberto De Luca durante il servizio delle Iene vi comunico quanto segue:

1) Sto verificando insieme ai miei legali se esistano i presupposti per una azione giudiziale collettiva da parte di Assomusica e/o degli Associati che reputino di volerla sottoscrivere e di altre componenti della Filiera della Musica dal Vivo nei confronti di Live Nation per gravi danni di immagine e di credibilità a tutta la categoria

2) Sto verificando con i miei legali i termini di una causa per Concorrenza Sleale da parte di Live Nation nei confronti di quei produttori e promoter che non adeguandosi alle pratiche emerse dalle dichiarazioni dispongono ovviamente di risorse inferiori

3) Reputo che il Presidente ed il Consiglio Direttivo di Assomusica a prescindere dalle procedure di routine che coinvolgono il Collegio dei Probiviri, debbano immediatamente prendere posizione chiara dissociandosi da quanto emerso e dichiarandosi contro queste pratiche cancerogene che sono dannose per i nostri consumatori, i nostri lavoratori ed i nostri artisti

È evidente che non mi è possibile restare in questa Associazione ancora un secondo qualora l'Associazione stessa non prenda i provvedimenti logici e conseguenti a quanto inconfutabilmente emerso dal filmato delle Iene.

Cordiali saluti,
Claudio Trotta

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