Vasco KOM 013: starà bene solo a casa sua, sul palco

Il ritorno con sette concerti, il progetto di un nuovo album e di una autobiografia. Questo è L'uomo più semplice, l'artista che senza la musica, nonostante le difficili condizioni di salute, non sa vivere

Alessandro Alicandri

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Vasco Rossi ha lanciato il 21 gennaio 2013 il singolo "L'uomo più semplice", un po' tra capo e collo, praticamente insieme all'annuncio delle (diventate poi) 7 date che lo vedranno chiudere, dopo il periodo di riposo forzato, il Kom 2011 (che avevamo seguito a Milano , già noi avevamo notato qualche segno di stanchezza dovuto alle particolari condizioni di salute). Sembra già passata un'eternità.

Il Re Mida del rock italiano pochi giorni fa, quindi a quasi due mesi di distanza, lancia il videoclip ufficiale del singolo e attraverso il suo canale ufficiale su Youtube, rilascia un'intervista di pochi minuti (5 per l'esattezza) dove racconta in modo molto completo il suo stato di salute, i suoi progetti per l'immediato presente, con uno sguardo al futuro.

Ecco il testo completo delle dichiarazioni fatte al social network web, in ottima forma, sorridente:

"Io ho presentato le dimissioni, però le mie non sono state accettate. Ho sentito che ha dato le dimissioni anche il Papa, io non sapevo che potesse dare le dimissioni un Papa, però se devo essere sincero non avevo mai sentito nessuno dare le dimissioni da rock star. Quindi diciamo che siamo tutti dimissionari e nello stesso è tempo di dimissioni, chi le dovrebbe dare non le dà. Insomma, diciamoci la verità, è un mondo così".

Provate a leggere tra le righe su questa divagazione, dice delle cose stupende che si capiscono solo riflettendo bene:

"Bisogna cercare di prendere le cose con un po' di leggerezza, perché poi sono il primo che le prende anche troppo. Sono un uomo nuovo, ogni mattina che mi sveglio sono diverso un po' da prima e un po' uguale. Mi viene in mente una canzone, una frase che dice: "Come si cambia, per non morire, come si cambia, per amore". Si cambia sempre, la vita è un continuo cambiamento, non si è mai quelli di prima. Si cresce, si è sempre diversi, per fortuna, altrimenti rimarrebbe una macchietta".

E poi parla del tour:

"Eccomi qua, presente, pronto a riprendere il tour che avevo interrotto due anni fa per cause di forza maggiore. Quindi volevo fare quattro date ma naturalmente c'è stata una tale richiesta che le date poi sono diventate prima sei poi addirittura sette e a sette ho poi detto basta, sono solo sette. Cioè, sono sette, sono le sette date a giugno. Questo lo posso garantire, che ci sarò, sarò presente, ci troveremo lì a giugno di sicuro, dopo si vedrà".

Spiega anche il motivo per cui ha scelto delle città meno "centrali":

"Bologna e Torino le abbiamo scelte perché siamo partiti tardi, quindi molti stati erano già stati prenotati da un diluvio di rock star straniere e italiane e talenti di tutti i tipi, quindi mi sono accodato e abbiamo trovato gli stadi ancora liberi. Che poi è l'Organizzazione Live Nation che sceglie i luoghi perché io non è che posso dire adesso suonare là e dire oggi voglio suonare a Bologna, domani sera voglio suonare a Napoli. Vado a suonare dove ci sono le condizioni".

Sulle novità di questo nuovo ciclo di live:

"Tutti fanno la loro scaletta ma la scaletta è quella che faccio io. Perché la scaletta è fondamentale. Comunque sarà più o meno la continuazione di Kom 2011, però ci saranno delle sorprese, ovviamente la scaletta non sarà la stessa e vi assicuro che anche stavolta vi divertirete. Insomma, il prezzo del biglietto vi verrà rimborsato dal divertimento. Non rimborsato in altre maniere che dal piacere del divertimento e dell'emozione".

Sulla salute e sulle condizioni critiche messe alle spalle:

"Prendendo una metafora automobilistica diciamo che ho fatto il tagliando dei 50, dei 60 mila chilometri. Adesso sono tornato in pista per continuare questa grande corsa e proseguire il percorso. E da qui viene fuori il progetto che ho pensato di fare buttando il cuore oltre l'ostacolo. Prendendomi degli impegni e rispettandoli perché io li rispetto sempre".

Quali sono questi impegni?

"Adesso cerco di stare vivo, sano e lucido fino a giugno, questo è il mio progetto fondamentale. Stiamo già comunque pensando a un prossimo album, ma per il prossimo anno. Io già adesso ho un progetto di scrivere un libro che sarebbe un'autobiografia. Perché bisogna sempre raccontare tutta l'avventura, quel che è stata la mia vita. Altro che Cenerentola! Da dove sono partito, a tutto questo straordinario e luminoso mondo della fama, del successo, soldi, bellezza".

E per finire, qualche parola sul nuovo singolo "L'uomo più semplice":

"Con questa canzone, in questo momento volevo semplicemente sdrammatizzare tutta questa situazione di tensione che c'è nell'aria, questa situazione di aria pesante che si respira nell'aria per tutti. Ho detto: va beh, un po' di leggerezza. Sono l'uomo più semplice che c'è, sono l'uomo giusto per te".

E a questo, aggiungiamo un suo recente status su Facebook, che sintetizza molto bene come e in che modo Vasco fa musica:

"Cerco sempre, nelle mie canzoni, di togliere più che di aggiungere. Di esprimere dei concetti con il minor numero di parole possibili. Di attuare delle sintesi. Potrei anche provare a descrivere il processo creativo in questo modo: dall’enorme e confuso flusso di associazioni (pensieri, concetti e parole), che dall’inconscio sale in superficie mentre tento di rievocare un ricordo o un'emozione, il mio sforzo è sempre quello di riconoscere la frase più adatta (spontanea, immediata e istintiva) a descrivere quello stato d’animo. Non è tanto importante la sintassi, quindi, quanto il fatto che ogni singola parola sia quella giusta, unica, utile, insostituibile e necessaria".

Tanto basterebbe a lasciarlo "in pace", ma sono tutti molto preoccupati per questo suo ritorno sulle scene, con dei live impegnativi in date ravvicinante, è inutile nasconderlo. Ci ha fatto delle promesse che nemmeno lui può essere certo di poter mantenere. Ma la situazione non va semplificata sulla sua età e sulle parole dette.

Avete presente chi a un certo punto della sua vita trova come unico spazio di vita felice le quattro mura della propria casa? Ecco, la casa di Vasco è il suo stadio, il suo palco, le sue luci, il suo microfono. Possiamo essere così crudeli da non rispettare la sua scelta e non essere suoi ospiti? No di certo. Noi, ancora una volta, ci saremo.

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