Giovanni Ferrari

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Il successo per loro è arrivato eccome. Una volta fuori da X Factor, non importa più di tanto il posizionamento, ma la capacità di mantenere la propria fanbase, di iniziare un nuovo viaggio in musica, senza riflettori e spot televisivi. Gli Urban Strangers sono riusciti a fare tutto questo. Basta andare ad uno dei loro firmacopie in giro per l'Italia: l'affetto dei fan è qualcosa di forte, a tratti inspiegabile.

Poche ore prima della nostra intervista abbiamo lanciato l'hashtag #panoramaurbanstrangers (arrivato nei Topic Trend di Twitter in poco più di un'ora) chiedendovi di mandarci le vostre curiosità sugli Urban. Ecco la chiacchierata con le nostre domande (che, in realtà, sono anche di tutti voi)...


Perché avete deciso di suonare insieme?

Ci siamo conosciuti tramite amicizie in comune circa quattro anni fa e fin da subito abbiamo iniziato a suonare a casa, facendo delle cover. Poi, tra una cosa e l’altra, abbiamo iniziato a scrivere e a pensare - dopo qualche mese - di incidere un EP. Ci siamo rivolti a Casa Lavica che era nata da poco. Non eravamo ancora pronti in realtà, per cui abbiamo iniziato un percorso di produzione artistica fino ad arrivare a X Factor.

E arrivando ad un disco d’oro con “Runaway”. Cosa vi aiuta a restare concentrati su quello che state facendo?

Il cambiamento è strano. A X Factor siamo stati due mesi chiusi, quasi isolati dal mondo, e non ci siamo accorti fino in fondo di quello che stava succedendo. È stato un modo per distrarci. Appena siamo usciti ci siamo accorti della popolarità che avevamo avuto, ci riconoscevano in tanti. Però ci aiuta molto l’obiettivo che abbiamo (fare musica che ci piace) e stare in studio, continuare a lavorare con i nostri produttori, restare nelle nostre zone, nel nostro studio di sempre. Tutto questo ci aiuta a stare con i piedi per terra, perché rende tutto più normale. Per il resto, non siamo persone che si esaltano per queste cose, siamo abbastanza tranquilli e riusciamo a gestire bene quello che stiamo facendo. È divertente e strano anche perché all’inizio non si sa bene come prenderla. Ci sentiamo molta più responsabilità di prima.

Su cosa in particolare?

Un po’ su tutto. A livello musicale (la gente, come è giusto che sia, si aspetta album, concerti, ecc.) ma anche a livello umano. E forse ancora di più, perché vedi persone legate a te in qualche strano modo che non ti sai bene spiegare. La gente è empatica e noi cerchiamo sempre di far star bene le persone.

C’è il progetto di fare un nuovo disco? Con quale stile?

Al momento stiamo preparando il concerto di questo album. Quindi stiamo preparando tutti i pezzi e tutti i brani, rivisitandoli. Si vedrà la differenza su quello che abbiamo fatto perché abbiamo fermato il nostro percorso artistico all’improvviso per fare X Factor, dove abbiamo proposto una parte di noi, fino ad arrivare all’inedito che comunque è quello che vorremmo fare. Quindi riprenderemo il nostro percorso proponendo sia elettronica che acustico. Il sound sarà più maturo, un po’ più aggressivo. Molto più vicino all’elettronica.

E la scelta dell’inglese? Pensate che vi penalizzi?

Forse sì, ci penalizza perché siamo in Italia. Ma il mondo sta cambiando e la lingua è secondaria. L’importante è fare bella musica e lasciare qualcosa di positivo alle persone. Nei testi cerchiamo di non essere banali, scriviamo cose molto personali. Finché sarà così, a seconda della lingua non ci interessa più di tanto.


E il testo di Runaway da cosa è nato? Di cosa vi piace parlare nelle vostre canzoni?

Parliamo dei nostri pensieri, di quello che ci succede in generale. Ci consideriamo cantautori perché nasciamo così: in generale, in base alle esperienze che viviamo ogni giorno scriviamo. Runaway è una riflessione nel punto cruciale dell’adolescenza: la gente intorno a te cambia, tu cambi, c’è il distacco con alcune persone che - da vicine - diventano molto lontane. Di solito nei brani cerchiamo di trasmettere ciò che siamo. È fondamentale che una persona capisca con chi ha a che fare. Se cerchi di stare dentro ad alcuni canoni (buoni/belli/giusti), non fai mai niente perché ti sforzi nello stare lì. Invece noi negli errori, negli sbagli, nello stile che abbiamo, cerchiamo di mantenere la nostra personalità, perché è quella che deve colpire.

Pensate di esserci riusciti in questo? Su cosa state lavorando per arrivare in modo più completo a chi vi segue?

Pensiamo che una parte di quello che siamo è arrivata bene grazie alla televisione. Ora, al di fuori di X Factor, stiamo cercando di far capire meglio ciò che siamo, senza i filtri della tv. Ed è un po’ diverso. Stiamo cercando di mostrare la musica che ci piace, scriviamo pensieri su quello che stiamo vivendo: è la normalità, che però ci fa sempre essere presenti a modo nostro.

E per quanto riguarda il Baell Tour con Giosada e Davide Shorty? Cosa state preparando?

Il nostro sogno è quello di fare il Baell Tour, i nostri fan lo sanno bene. A noi piace sognare ma sappiamo che per fare una cosa del genere c’è bisogno di un grande lavoro, fatto in un certo modo. L’obiettivo è quello di fare il Baell Tour ma ora dobbiamo lavorare a ciò che ci porterà a farlo, in primis i pezzi che canteremo. Siamo molto fissati su questa cosa: ci mettiamo molto tempo per fare una cosa fatta bene. Siamo molto legati a Giosada e a Shorty, e non vediamo l’ora. Sarebbe un sogno lavorare con loro: ci divertiamo molto. Ma un passo alla volta.

E il vostro rapporto con il vostro giudice Fedez?

Non ci siamo più sentiti. Ma è stato un bel rapporto, tranquillo e libero. Ci si poteva parlare, c’era un dialogo aperto, non abbiamo avuto problemi. Però al di là di quello, non c’è più stato alcun tipo di rapporto. Ognuno ha preso la sua strada.


Ecco le date dei prossimi instore degli Urban Strangers

Sabato 23 Gennaio ore 17.00 (Centro Commerciale IL GLOBO, Via Italia, 197- Busnago MB)

Domenica 7 Febbraio ore 17.00 (Centro Commerciale COLLESTRADA, Via Valtiera, 181 – Perugia)

Venerdì 12 Febbraio ore 17.00 (Centro Commerciale GRANSASSO, Località Piano D'Accio - Teramo)

Sabato 13 Febbraio ore 17.00 (Centro Commerciale BARIBLU, Contrada Giannavello, Località Cutizza - Triggiano Bari)

Mercoledì 17 Febbraio ore 17.30 (Centro Commerciale ROMA EST, Via Collatina, Roma)

Giovedì 18 Febbraio ore 17.30 (Centro Commerciale I GIGLI, Via San Quirico, 165 – Campi Bisenzio, Firenze)

Venerdì 19 Febbraio ore 17.30 (Centro Commerciale CENTRO D’ABRUZZO, Via Pò – San Giovanni Teatino, Chieti)

Sabato 20 Febbraio ore 17.00 (Centro Commerciale CITTA’ delle STELLE, Via dei Mutilati del Lavoro – Ascoli Piceno)

Sabato 27 Febbraio ore 17.00 (Centro Commerciale CONCA D’ORO, Via Lanza di Scalea, 1963 - Palermo)

Domenica 28 Febbraio ore 17.00 (Centro Commerciale CONE’, Via San Giuseppe, 25 – Conegliano, Treviso)

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