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Musica

U2: l’attualità di "Sunday Bloody Sunday"

E’ arrivata oggi la notizia del primo fermo relativo alla strage del 30 gennaio 1972, che ha ispirato la canzone di Bono

A 43 anni di distanza da quella tragica domenica del 30 gennaio 1972, quando l'esercito britannico aprì il fuoco in Irlanda del Nord sui manifestanti per i diritti civili che marciavano per le strade di quella che è chiamata Derry dai repubblicani e Londonderry dai lealisti, è arrivato a sorpresa il primo fermo in merito ai fatti.

Si tratta di un ex paracadutista di 66 anni, posto sotto interrogatorio dagli agenti a Belfast in merito a quella che è passata tristemente alla storia con il nome di "Bloody Sunday", con 13 persone uccise sul posto e una successiva quattordicesima vittima a causa delle ferite riportate.

Fotogallery storica: le immagini di quella domenica di sangue


Un evento di cronaca che è al centro di Sunday Bloody Sunday, uno dei capolavori degli U2, prima traccia dell'album War, pubblicato nel marzo 1983.

Il testo è  stato scritto da Bono, come la quasi totalità dei pezzi degli U2, mentre alla musica ha contribuito l'intero gruppo.

All'epoca dei fatti, Paul Hewson (in arte Bono Vox)era un ragazzino di 11 anni. Dieci anni dopo, nel 1982, il ricordo ancora vivo dell'episodio gli ispirò Sunday Bloody Sunday.

Come si può sentire nella registrazione dal vivo dell'album Under a Blood Red Sky, Bono precisa che non si tratta di una delle "rebel song" tradizionali nel repertorio musicale irlandese, ma è la reazione incredula e scandalizzata di un giovane, cresciuto in un ambiente familiare interconfessionale (madre protestante, padre cattolico) nella Repubblica d'Irlanda, di fronte all'odio e alla violenza fratricida che divide coloro che dovrebbero essere uniti nel nome di Cristo.

Il brano è divento negli anni un inno contro la violenza, oltre che una delle canzoni più apprezzate del repertorio della band irlandese, che non ha perso un briciolo della sua attualità sia nei contenuti che nelle sonorità.

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