Two Fingerz: "Quinto album, stessa leggerezza, nuove mete"

Danti e Roofio tornano con un disco che ha come comune denominatore il numero 5 e che punta ad essere la sorpresa del 2014 - Hiphopanorama

Riccardo Garifo (Roofio) e Daniele Lazzarin (Danti) sono i Two Fingerz

Matteo Politanò

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"Two Fingerz vuol dire portare a termine un progetto, avere una meta, ottenere dei risultati, lavorare sodo per ottenerli mettendo amore in quello che fai, desiderare qualcosa tanto da arrivare a dimenticare tutto il resto nascondendo nelle parole i tuoi sogni e le tue speranze".

E' questo il miglior modo per spiegare "V" il quinto album dei Two Fingerz, duo milanese composto da Danti (Daniele Lazzarin) e Roofio (Riccardo Garifo). Il 5 è il comune denominatore di tutto il concept dell'album. Cinque dischi ufficiali, cinque in store e cinque concerti live. Il nuovo progetto dei Two Fingerz è uno dei più attesi in questo 2014 e già dopo l'uscita del primo singolo video "La cassa dritta" con Fedez è arrivato quello di "Ciao" con oltre 150 mila visite in pochi giorni. 

"C’è un leggero cambiamento in questo disco rispetto ai lavori precedenti: meno ironia e un maggiore desiderio di avvicinarci a persone della nostra età. Abbiamo cercato di inserire nei brani le nostre sensazioni sulla vita di oggi, veloce e che a volte ti assorbe così tanto da farti perdere ciò che è basilare. Noi ci siamo soffermati a guardare le sfumature e i dettagli del nostro tempo” spiega Danti, ancora una volta tecnicamente impeccabile, sicuro nel presentare la sua idea giocando con in mano il cubo di rubik e regalando smorfie come solo lui sa fare. 

“Abbiamo deciso di fare cinque presentazioni per restare fedeli alla tematica ricorrente del cinque. Cercheremo ogni volta di esibirci in un vero e proprio spettacolo. Prevediamo di andare a Roma, Milano, Torino, in Sicilia (vince l'amore viscerale per Catania e il ricordo di live unici in terra etnea) e a Lecce , tutti gli aggiornamenti saranno sul nostro sito www.twofingerz.com . Poi ci saranno i dj set". Coerenza con un'idea che fin dal 2006 e da "Downtown" ha raccolto fan e fedelissimi che hanno capito il valore assoluto delle liriche di Danti, delle produzioni di Roofio (tra i più apprezzati produttori italiani) e di quella malinconia musicale mista a ottimismo e stile, una scala di sonorità e profumi che dalla dance può arrivare fino al rap e al pop utilizzando la cassa dritta e spensierata di chi non ha bisogno di rendere conto a nessuno sulle scelte.

"Noi non siamo dei clubber, noi non sbocciamo. A volte dopo i live si sorprendono perché chiediamo l'acqua invece della bottiglia da stappare. Abbiamo sempre lavorato sodo sulla nostra strada e dobbiamo tanto a chi ci segue, non vogliamo proiettare immagini diverse da ciò che davvero siamo, parliamo con tutti ma da lontano, giusto stare ognuno al suo posto. I Two Fingerz sono usciti grazie al successo sul web e questo non lo dimentichiamo". Danti lo spiega da vero intrattenitore, un mc che fa il Jordan Belfort conducendo il gioco con i giornalisti e non aspettando solo domande come spesso accade. Bello. 

 

"Chi compra i cd adesso compra un feticcio, sappiamo come funziona la musica. Sappiamo perfettamente che alcuni acquistano il cd ma magari non lo utilizzano mai. Perché ci sono gli mp3 e il supporto fisico funziona sempre meno. Chi compra il disco e il nostro merchandising è perché ci sostiene, è un modo per farci sentire apprezzati e per dirci di andare avanti". Nel disco ci sono brani da brivido come "Palloncini", un tributo alla leggerezza, un inno alla generazione di Danti e Roofio, un mix di idee per chi è cresciuto con l'hip hop senza disdegnare un brano di Gigi D'Agostino, la malinconia degli 883 e le proiezioni mentali di una dance anni '90 che non tornerà più. "Mi ricordo che, da bambino, volevo essere leggero come un palloncino" l'incipit di un brano che spiega come a volte per volare basti una buona idea. Stile Matthew Barrie. 

Two Fingerz V è un disco completo che risponde alla crescente richiesta di un genere che si è evoluto con sperimentazione. E non c'è paura per l'abuso e l'uso del termine hip hop che negli ultimi anni è stato inflazionato. I talent non c'entrano, la storia dei Two Fingerz va letta ed elaborata per capire l'insindacabile qualità di una realtà italiana che esce con un nuovo prodotto ancora più forte e visionario, accompagnato da un packaging che conferma l'attenzione e l'intuito del duo. "Non crediamo che l'hip hop sia una moda, abbiamo sudato per raccogliere un pubblico, sentiamo la loro presenza costante ed è bellissimo sentire di avere una risposta da chi ci è fedele". Un album da non perdere e che va servito bollente, dando fuoco alle casse.

In poche parole "Ascoltavo Gigi Dag, ascoltavo Nas cassa dritta con il rap, Benny Be-Nas". 

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