Toto live a MIlano: la recensione del concerto

Uno show-greatest hits per celebrare 35 anni di carriera

I Toto in concerto (Getty Images)

Gianni Poglio

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L'ultima immagine impressa nella memoria è quella del bassista Nathan East che fotografa la folla alla fine dello show. Si sono divertiti ieri i Toto sul palco dell'Ippodromo milanese (oggi sono a Roma e il 22 a Padova). Perché c'era tanta gente e perché 35 anni di carriera sono un traguardo che appartiene alle band che hanno iniziato nei Settanta. La longevità non è un'opzione per i musicisti di nuova generazione. Se questo sia un bene o un male lo capiremo più avanti...

I Toto erano a MIlano per celebrarsi e per vedere ancora una volta quel pubblico grazie al quale sono ancora in pista. Missione compiuta. Il concerto è sostanzialmente un greatest hits del gruppo. Che se ha un meritio indiscutibile è quello di aver saputo coniugare le canzoni da classifica con una tecnica musicale straordinaria. Di dischi in studio i Toto non ne pubblicano da tempo, ma quelli che hanno fatto bastano e avanzano per la scaletta di uno spettacolo abbondantemente sopra le due ore. In prima fila c'è il trio storico, Lukather, Porcaro e Paich, alla batteria Simon Philips, al basso Nathan East e alla voce Joseph Williams (presenti anche due coristi, Mabvuto Carpenter e Amy Keys). 

Lo soettacolo offre alternanza tra adrenalina e brani soft, quasi tutti concentrati nella prima parte. Piacciono Hydra, I'll be over you, Wings of time, I want hold you back. Ma l'atmosfera si scalda con Pamela, un gioiello in bilico tra rock e R&B. Da qui in poi il concerto diventa festa. Seguono 99, una torrida versione di White sister, Better world, Africa (sempre bellisisma e intensa, riproposta con un arrangiamento leggermente diverso da solito) Can't stop loving you e, naturalmente, Hold the line. Di quelle che non si possono non fare ne manca una sola, Home of the brave. Che arriva nei bis. Bellissima, trascinante, adrenalinica. Il gran finale. 

TOTO live a MIlano - Home of the brave

 
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