Rita Fenini

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L’impegno etico e antifascista di Arturo Toscanini è una pagina non abbastanza nota della sua carriera e il gesto altamente simbolico di dirigere la Palestine Orchestra fu la conclusione di un profondo impegno contro le persecuzioni razziali, che lo portò a autoesiliarsi in America per protesta contro i soprusi del regime fascista e a rifiutare la prestigiosa conduzione del Festival di Bayreuth nel 1933, nonostante una lettera personale di Hitler che lo pregava di cambiare idea. Quando - nel 1936 -accettò di dirigere gratuitamente la Palestrine Orchestra, la forza della sua azione acquisì un’ eco mondiale: al concerto, che  fu trasmesso per radio in tutto il mondo, intervennero 3.000 persone e Toscanini portò negli anni successivi in tournée la Palastine Orchestra per farla conoscere in tutto il mondo.

E ottant’anni dopo, il 27 gennaio 2016, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, in occasione del "Giorno della Memoria", toccherà al maestro Yoel Levi e alla Filarmonica Arturo Toscanini rendere omaggio alla commovente storia di quei musicisti riproponendo lo stesso programma di quella storica serata.
 
Per celebrare la dignità dell’uomo e dell’arte, il 22 gennaio 2016, nei giardini dell’Auditorium Parco della Musica, sarà piantato un albero per Toscanini e una stele in memoria del suo impegno contro le dittature, in collaborazione con l’Associazione Gariwo, la foresta dei Giusti.
 
L’evento chiude la trilogia dedicata a Musica e Memoria all’Auditorium Parco della Musica di  Roma, dopo i due trionfali concerti “I violini della Speranza” nel 2014 e “Tutto ciò che mi resta” nel 2015.

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