Gabriele Antonucci

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Riuscite a immaginare un concerto di Paul McCartney o di Mick Jagger senza che in scaletta ci sia nemmeno un brano dei Beatles e dei Rolling Stones?

È esattamente quello che ha fatto ieri sera Thom Yorke nella Cavea dell'Auditorium Parco della Musica di Roma (al suo ottavo sold out estivo), con 5.000 persone in piedi ad assistere in religioso silenzio al sabbah glaciale e al tempo stesso pulsante di questo moderno sciamano del rock elettrificato, che non ha eseguito neanche un brano dal ricco repertorio dei Radiohead, la band alternative più innovativa degli ultimi 25 anni.

Yorke è un artista che non ama compiacere il pubblico con formule comode e collaudate (si pensi alle scalette dei concerti dei Radiohead, dove mancano sempre alcuni grandi successi), ma vuole accompagnarlo per mano attraverso le sue esplorazioni, anche e soprattutto nelle più audaci, che destrutturano la tradizionale forma-canzone in collage sonori oscuri e cangianti, di grande suggestione.

Mentre in molti concerti i video non sono altro che un mero assemblaggio di filmati per accompagnare la performance, nel tour di “Tomorrow’s Modern Boxes” i visuals di Tarik Barri sono un elemento strutturale dello show, che si nutre del continuo dialogo tra suono e immagine: acidi e policromi nei brani più uptempo, onirici e dai colori tenui in quelli più meditativi.

Un’esperienza visiva e sonora di grande impatto emotivo, che si è dipanata attraverso una generosa scaletta con i brani degli album solisti The Eraser del 2006, Tomorrow’s Modern Boxes del 2014 e il recentissimo Anima, uscito una ventina di giorni fa, oltre a un pezzo estratto dalla colonna sonora di Suspiria, l'ipnotica Has Ended.

Lo show inizia puntuale alle 21.30 con Interference e A brain in a bottle, estratti dal disco Tomorrow’s Modern Boxes che dà il titolo al tour, perfetti per entrare nel clima del concerto.

Yorke è accompagnato sul palco dal fedele produttore Nigel Godrich e dal visual artist Tarik Barri: tre uomini e le loro rispettive macchine, un'immagine che a molti ha ricordato il tipico assetto scenico dei Kraftwerk (che, però, sono quattro e sono decisamente più statici).

C'era grande attesa nello scoprire dal vivo le nuove canzoni dell'album Anima, nomen omen, vista l'accoglienza di brani eccellenti come Not the News e Dawn Chorus che live acquistano una tridimensionalità e un'intensità assai maggiore che nel disco.

Molto riuscite anche Traffic e I Am a Very Rude Person (quest'ultima costruita intorno a una brillante linea di basso) con Thom che accompagna i brani più uptempo con degli scatenati balli sghembi e si diverte ad avvicinarsi al suo pubblico, che gli protende le mani come se fosse un messia dal quale si attendono poteri taumaturgici o, quanto meno, una rivelazione. 

Due dei brani più apprezzati dal pubblico sono stati la malinconica Amok (ormai un classico del suo repertorio extra Radiohead) e i ritmi drum 'n' bass di Default dal side project Atoms For Peace, il supergruppo formato insieme al bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea, al produttore storico dei Radiohead Nigel Godrich, al batterista Joey Waronker e al percussionista Mauro Refosco.

In Harrowdown hill e The clock la componente ritmica è dominante, trasformando la Cavea in una gigantesca discoteca a cielo aperto.

Il cantante si diverte e diverte gli spettatori, anche se in alcuni punti del concerto l'impeto della perfomance va a discapito della pulizia vocale, con qualche (perdonabile) stonatura.

Quando Yorke si siede al piano nel bis per eseguire la recente Dawn Chorus è ancora un pifferaio magico in grado di incantare gli spettatori con la sua voce che proviene direttamente dalle pieghe più recondite dell'anima.

"Grazie Roma, siete stati un pubblico straordinario: a presto!", saluta calorosamente il cantante abbozzando un sorriso, dopo aver eseguito altri due bis, Suspirium e Atoms for peace.

Lo stesso sorriso che era stampato sui volti dei 5.000 spettatori all'uscita della Cavea dell'Auditorium, consapevoli di aver assistito a uno spettacolo unico nel suo genere.

La setlist del concerto di Thom Yorke all'Auditorium PDM di Roma (21/7/2019)

Interference
A Brain in a Bottle
Impossible Knots
Black Swan
Harrowdown Hill
Pink Section
Nose Grows Some
I Am a Very Rude Person
The Clock
(Ladies & Gentlemen, Thank You for Coming)
Has Ended
Amok (Atoms for Peace song)
Not the News
Truth Ray
Traffic
Twist
Dawn Chorus
Runwayaway
Cymbal Rush
Default (Atoms for Peace song)
Suspirium
Atoms for Peace

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