Gabriele Antonucci

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Raf, in una delle sue canzoni più ispirate, si domandava retoricamente "cosa resterà degli anni Ottanta". Più caustico Manuel Agnelli degli Afterhours, secondo il quale "non si esce vivi dagli anni Ottanta".

In realtà il sound di quel decennio, segnato nell'immaginario collettivo dagli archetipi degli yuppies e dei paninari,  è ancora vivo e vegeto, a giudicare non solo dal grande successo dei Duran Duran del 31 agosto, ma anche dalle acclamate esibizioni di ieri sera all'Home Festival di Treviso degli Ex-Otago e dei Thegiornalisti, due band che si ispirano apertamente alle sonorità Eighties.

Dopo l'annullamento della seconda giornata della kermesse a causa del maltempo(con headliners Liam Gallagher, The Wailers e Justice), tra gli con il consueto corollario di polemiche via social, ieri l'Home Festival ha rispettato la normale programmazione, grazie anche al miglioramento delle condizioni climatiche, con alcune piogge sporadiche che non hanno creato alcun problema alla logistica dell'ampio spazio dell'ex Dogana di Treviso.

«I conti esatti ancora non siamo riusciti a farli, ci vorrà qualche giorno - ha dichiarato ieri il patron Amedeo Lombardi - ma posso dirvi che la botta economica è stata forte, anche se non abbastanza da farci arrendere. Tante volte in questi anni mi sono detto “ma chi me lo ha fatto fare”. Ieri è stata una di quelle volte. Ma lo faccio, lo facciamo, perché amiamo la musica e organizzare l’Home».

Gli Ex-Otago sono una band genovese attiva da 15 anni che quest'estate sta raccogliendo i frutti di tanta gavetta con il successo del brano Quando sono con te, uno dei più trasmessi dalle radio italiane, anche se ormai sono già diversi i brani che sono entrati nei cuori di migliaia di ragazzi, come l'irresisitibile I giovani d'oggi, uno dei momenti più coinvolgenti della loro esibizione all’Home Festival

I Thegiornalisti, trio romano attivo dal 2009, sono entrati a pieno diritto nel mondo dei big con l'ultimo album Completamente sold out, fresco del disco d'oro, in cui convivono felicemente ironia e malinconia, come rivela il primo, fortunato singolo Completamente. "Gli anni Ottanta sono stati il decennio più bello della musica - ci ha detto il frontman Tommaso Paradiso qualche mese fa durante un'intervista a Panorama.it- Hanno spazzato via la pesantezza dei suoni anni Settanta, con gli accordoni di chitarra e con gli Hammond. La leggerezza della musica anni Ottanta mi fa volare, è meno articolata e più diritta".

Nei brani dei Thegiornalisti convivono perfettamente l'anima elettronica e quella nostalgica, un po' come nell'estetica dei New Order e dei Depeche Mode, ma con un feeling tipicamente italiano, in uno stile a metà tra Antonello Venditti e Luca Carboni.

La band capitanata da Tommaso Paradiso ha il merito non trascurabile di saper comporre canzoni solide, ricche di pathos, accattivanti e arrangiate in modo eccellente, mettendo d’accordo sia il pubblico dei millennials che quello dei quarantenni, cresciuti con l’electro pop degli anni Ottanta.

Bella l’idea di proporre una cover di Don’t look back in anger degli Oasis, per “risarcire” moralmente i fan di Liam Gallagher, orfani del loro idolo a causa dell’annullamento della terza giornata dell’Home Festival.

Grande entusiasmo ha provocato l’ospitata a sorpresa di Jerry Calà, definito da Paradiso “un mito, di cui conosco tutte le battute, un gigante della comicità", con il quale ha cantato il tormentone Riccione. Calà ha regalato anche un pezzetto di Maracaibo, uno dei cavalli di battaglia delle sue serate live. Gran finale con Completamente, la canzone che ha fatto spiccare il volo ai Thegiornalisti, cantata in coro da tutto il pubblico del main stage, che ha riservato alla band romana calorosi applausi.

Il tempo di una breve pausa, ed ecco salire sul palco la coppia di fatto formata dallo zio J-Ax e dal nipotino Fedez.

I due, già soci da anni nell’avventura imprenditoriale di Newtopia, sono ormai affiatatissimi, soprattutto negli incastri vocali, oltre che nei dialoghi con i quali amano intrattenere i loro fan tra una canzone e l’altra.

Il palcoscenico, strutturato su due piani, simula una piramide: il riferimento è alla scalata sociale, il fulcro tematico del fortunato album congiunto Comunisti col Rolex.

Nei loro brani, a uso e consumo degli spettatori più giovani, il rap è funzionale al ritornello da cantare a squarciagola insieme al pubblico, che si diverte e partecipa con grande trasporto emotivo, come in Assenzio, Magnifico, Cigno nero e Vorrei ma non posto, movimentati da numerosi effetti speciali, con fiammate e lanci di coriandoli colorati.

J-Ax, più fluido nel rap rispetto all’amico-collega, che però se la cava meglio nelle parti cantate, recupera alcuni brani degli Articolo 31, suscitando grande entusiasmo con la punkeggiante Domani smetto.

"L’estate 2015 è stata segnata da Maria Salvador -sottolinea Ax- quella del 2016 da Vorrei ma non posto e quella del 2017 da Despacito. In realtà siamo ancora primi con ‘sta roba”.

Senza pagare viene proposta all’inizio e in coda al concerto, impreziosito dagli scratch di Dj Zak e dal pianoforte e dalla fisarmonica di Paolo Jannacci, figlio del grande Enzo, un polistrumentista di razza che ha aumentato la qualità musicale dell'esibizione.

La serata del main stage è stata chiusa dall’adrenalinico live set di Steve Angello, uno dei componenti storici degli Swedish House Mafia, trio svedese di culto per gli amanti della musica house completato da Axwell e Sebastian Ingrosso. I tre dj si sono sciolti il 24 marzo 2013 dopo il loro ultimo concerto all'Ultra Music Festival di Miami del giorno precedente, e da allora ciascuno si è dedicato alla carriera solista.

Abbiamo apprezzato, nel Sun 68 stage, anche il dj-set dei giovanissimi Offenbach, che quest’estate hanno spopolato nei dancefloor di tutto il mondo con la hit Be mine.

I due dj e produttori francesi hanno alternato sapientemente i loro brani ad accattivanti remix di Michael Bublé, Moby, Corona ed Earth, Wind & Fire, mostrando un'ottima cultura musicale e la capacità di mescolare tradizione e futuro della dance che, insieme alla trap, ha ormai sostituito il rock nei cuori dei più giovani.

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