Gianni Poglio

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Ride di gusto Mark Stewart quando gli dici che lui e la sua band, in un mondo asfittico e ripetitivo come quello del rock contemporaneo, suonano davvero "unconventional". "Lo siamo assolutamente" dice divertito. "E non da oggi. Anche nel modo di vestrici".

Già, la storia di questo band di culto inglese inizia nel lontano 1977 a Bristol quando Stewart e altri quattro musicisti locali decidonno di andare oltre il suono grezzo e sguaiato del punk. Dal punk traggono energia e carica, ma poi la contaminano con robuste dosi di funk e di dance black oriented. Nasce così il loro capolavoro, Y, un disco visionario che disegna il futuro. I ragazzi di The Pop Group diventano i pionieri del post punk.

L'ultimo concerto della band, nel 1980, prima della reunion del 2010, è entrato nella storia degli eventi live a Londra, mentre l'ultimo album, Honeymoon on Mars (preceduto nel 2015 da Citizen Zombie), è uno dei pochi imprescindibili dischi dell'anno che si è appena concluso. 

"Nel 1980 c'erano 500 mila persone in Trafalgar Square e nelle vie intorno. Una folla oceanica per protestare contro le armi nucleari, e noi sul palco in prima fila favorevoli a quella protesta. Fu un momento straordinario, quella folla mi fece sentire importante. Le parole delle mie canzoni arrivarono alle orecchie di un mare di persone. Impressionante" ricorda Stewart.

"Pionieri del post punk? Non sta a me dirlo. Alla fine degli anni 70 le punk band erano uguali a se stesse in modo preoccupante. Noi avevamo altri interessi musicali come i Funkadelic e il mondo dei sound system. Quindi, forti della voglia di sperimentare, inventammo qualcosa di nuovo. Per me alcune forme di free jazz sono più punk del punk stesso" spiega Mark che con la sua band ha deciso di devolvere i proventi del nuovo singolo, War Inc., a Medici senza frontiere. "Gente che non parla, ma opera dove c'è bisogno" sottolinea. 

Insieme di nuovo dopo 35 anni... "L'utima cosa che mi sarei aspettato, ma poi è successo e ne sono felice. Uno dei promotori di questa reunione è stato Matt Groening, il padre dei Simpsons".

Che cosa ascolta Mark Stewart (a 56 anni) nel 2017? "Tutto quello che mi sorprende. Io credo che il gusto personale sia una forma di censura. Il trucco è andare otre quel che ti piace e ascolti di solito. Solo così si può evolvere anche quello che componi. Adoro, per esempio, The Bug, il progetto del produttore Kevin Martin: grime, dancehall e dubstep insieme. Ottimo!". 

The Pop Group live in Italia:

7 febbraio, Torino, Spazio 211; 8 febbraio, Ravenna, Bronson; 9 febbraio, Milano, Magnolia.



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