Musica

Tarja Turunen: la soprano metal canta il Natale - Intervista

"From Spirits and Ghosts (Score for a Dark Christmas)" è il titolo dell'album che la vocalist finlandese ha inciso con un'orchestra sinfonica

Tarja

Michela Vecchia

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A distanza di un anno dallo show al Teatro Della Luna di Milano, in occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro From Spirits and Ghosts (Score for a Dark Christmas), abbiamo raggiunto telefonicamente Tarja Turunen, la raffinata soprano finlandese dedita al metal che ha da poco pubblicato un disco natalizio un po’ particolare… 

"In tutte le cose che facciamo ci sono dei contrasti, la luce e l’ombra, il bianco e il nero" racconta Tarja. "Spesso non lo si vede, ma anche il Natale ha un suo aspetto oscuro. Natale per molti significa stare felicemente con la propria famiglia, festeggiare, celebrare la gioia. Ma c’è l’altra faccia della medaglia, il Natale è anche tristezza, tante persone sole che non hanno nessuno con cui festeggiare. Altre che hanno perso una persona cara. Persone che non ci sono più e che vorremmo che fossero ancora qui. Mia madre è mancata diversi anni fa, da allora il Natale per me non è più la stessa cosa, ogni anno arriva il Natale ma io non lo accolgo più come facevo prima, non sento più la gioia. Così ho pubblicato questo album per tutte queste anime solitarie, persone che non trovano pace e felicità nel Natale. Questi brani natalizi sono internazionali, sono molto conosciuti. Io li ho interpretati in modo diverso, emotivamente molto coinvolgente. Sono stati registrati con l’orchestra sinfonica" spiega la vocalist.

"Chiunque conosce questi brani, tantissimi artisti ne hanno fatto delle cover. Io mi sono sentita di viverli così come tu li senti nel disco. Mi è servito per scendere nel profondo e capire cos’era per me il Natale dopo la perdita di mia madre. Da pochi anni ho ricominciato a vivere la magia e la gioia del Natale, grazie all’arrivo di mia figlia. A lei si illuminano gli occhi quando si avvicina Natale. Pensa che canta assieme a me in uno dei brani dell’album".

Un anno fa ti abbiamo vista al Teatro della Luna in una data del tuo The Shadow Self Tour, in cui hai registrato un dvd live. Eri soddisfatta del concerto e perché hai scelto proprio Milano?

Sì molto soddisfatta. Il dvd uscirà l’anno prossimo, probabilmente prima dell’estate e riporta per intero il concerto milanese. Ci saranno anche dei contenuti speciali, qualche clip ripresa durante i festival ad esempio. Ho scelto proprio lo show di Milano per omaggiare i miei fan, perché qui sono molto amata e sempre bene accolta, mi sento molto vicina a loro.

All’inizio del concerto, al secondo pezzo, hai fermato i tuoi musicisti e hai ripreso la canzone dall’inizio. È stato difficile prendere una tale decisione proprio durante lo show?

Sì non è stato facile, ma necessario. Avevo solo un “one shot”, non volevo ritornare in studio per rimaneggiare il concerto, lo trovo orribile. Così ho bloccato i miei musicisti e abbiamo ripreso il pezzo. È stato in un certo senso anche divertente, perché pur desiderando uno show perfetto, il pubblico ha colto la nostra umanità, siamo “veri”. Nei concerti ci sono errori, ma in quell’occasione ho capito al volo che dovevo fermare tutto e l’ho fatto. Quando ero giovane spesso dopo i concerti, soprattutto quelli di musica classica, piangevo perché non ero per niente soddisfatta della mia performance, mi torturavo per dei minimi errori, mi sembrava sempre di non aver dato abbastanza. Non era mai abbastanza per me, perché sono una perfezionista. Poi ho accettato e capito che si può aspirare alla perfezione, ma non la si può mai raggiungere!

Hai cantato un brano in tedesco, O Tannenbaum, che non è la tua lingua madre anche se hai vissuto per un periodo in Germania per motivi di studio.

È sempre una sfida cantare in un’altra lingua. Sono abbastanza abituata a farlo soprattutto quando canto brani classici. Ho studiato la fonetica di molti brani, anche in italiano. Ho cantato l’Ave Maria in italiano, alcuni brani di Puccini e di altri compositori. Ho cantato in russo, in ceco, in norvegese, in spagnolo, in francese. So come si pronunciano molte lingue, non è così difficile per me. Abbiamo una versione finlandese di O Tannenbaum, ma in realtà io ho sempre avuto in mente quella tedesca per cui è stato facile optare per quella versione.

Cosa farai dopo questo album?

Sono molto occupata ancora con il mio tour, farò poi dei concerti natalizi in Sudamerica e dei concerti sinfonici in Finlandia ai quali sono stata invitata per le celebrazioni dei cento anni di indipendenza. Poi finalmente mi dedicherò alla stesura di nuovi brani, ma mi servirà del tempo per farlo. Con tutti questi impegni non so quanto tempo riuscirò a passare a casa!!!

Hai collaborato con Timo Kotipelto degli Stratovarius, che esperienza è stata?

Ho lavorato con lui in occasione di The Voice of Finland e poi abbiamo cantato assieme in diverse occasioni soprattutto nei festival. Sarebbe bello fare un tour assieme a loro. Ci sentiamo spesso con Timo, sicuramente collaboreremo ancora.

Siamo reduci dai concerti del Pumpkins United Tour degli Helloween, un’occasione unica in cui abbiamo visto Michael Kiske e Andi Deris cantare assieme sullo stesso palco. Questi concerti stanno avendo molto successo, tanti show sono sold out e il pubblico è in delirio. Come vedi la cosa?

Non conosco personalmente gli Helloween, ma penso sia un’ottima occasione e sia una cosa fattibile. Ho invitato Floor Jansen dei Nightwish (Tarja è stata la loro cantante storica, ndr) a raggiungermi sul palco in diverse occasioni, è un momento molto particolare quando si canta con qualcun altro sullo stesso palco, è molto emozionale.

Pensi che in futuro potrà accadere la stessa cosa tra te e i Nightwish?

Non lo so, non riesco ad immaginarmelo per ora. Anche se ho cantato con Marco (Marco Hietala, bassista dei Nightwish, ndr) in diversi concerti sempre per Natale. È una persona molto diversa da come la conoscevo ed è stata una piacevole sorpresa, sono stata davvero felice di aver avuto questa occasione. Abbiamo fatto della musica bellissima assieme. È un nuovo capitolo per entrambi.

La tua bambina ora ha cinque anni, vedi già del talento in lei o non è interessata alla musica?

Oddio…canta tutto il tempo! Ha iniziato da un anno a prendere lezioni di pianoforte, ha deciso lei di farlo, lei ha talento per la musica, e il fatto di aver iniziato così presto sicuramente la avvantaggerà. Frequenta una scuola di teatro, canta, balla, recita. Spesso è con me in tour, in studio di registrazione, la musica la circonda. Devo dire che vedo in lei altri talenti, è molto brava a dipingere e portata negli sport. Non so cosa diventerà in futuro. L’importante è che segua le sue passioni, come genitore non posso fare altro che sostenerla. Così come fecero i miei genitori con me, assecondando le mie passioni e sostenendomi.

Qui sotto, il video della charity version di Feliz Navidad

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