Gabriele Antonucci

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Solo un artista del calibro di Sting poteva accostarsi con successo a due brani divenuti già iconici come Blackstar e Lazarus, tratti dall'ultimo capolavoro di David Bowie pubblicato due giorni prima della sua morte, di cui ha fornito un'interpretazione personale e al tempo stesso rispettosa. LEGGI ANCHE David Bowie: i 5 album più belli

Canzoni oscure, complesse e difficilimente coverizzabili, evitate scientemente da altri cantanti per non uscire con le ossa rotte dall'inevitabile paragone con le straordinarie versioni del compianto Duca Bianco, che però non hanno spaventato un artista coraggioso e dalle radici punk come Sting, l'ospite più atteso dell'evento in onore di Bowie che si è tenuto il 24 gennaio al Pellissier Building and Wiltern Theatre di Los Angeles.

Alla serata hanno partecipato anche Corey Taylor, Gavin Rossdale, Joe Elliott, Perry Farrell e Angelo Moore, ma è innegabile che tutti gli occhi erano puntati sulla performance dell'ex frontman dei Police, che se l'è cavata egregiamente grazie alla sua classe innata e a una voce ricca di sfumature. LEGGI ANCHE Sting - Le 10 canzoni più belle (e famose)

Ecco i due video della performance, tutti da gustare:

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