A pochi mesi dai suoi ultimi concerti estivi, Sting torna stasera a esibirsi in Italia con una tappa al Fabrique di Milano, già sold out da mesi.

Oltre al concerto di Milano, l'ex frontman dei Police porterà il suo show anche il 25 luglio al Parco della Lesa di Cividale del Friuli (Ud) nell’ambito del Mittelfest e il 28 luglio in Piazza Sordello a Mantova all’interno di Mantova Arte & Musica

Durante il suo 57th & 9th Tour, Sting sarà accompagnato da una band composta da 3 elementi, che comprende il suo chitarrista “di fiducia” Dominic Miller, Josh Freese (batteria) e Ruful Miller (chitarra). Special guest del tour saranno il cantautore Joe Sumner e la band di San Antonio, The Last Bandoleros.

Il titolo dell'ultimo album di Sting, 57th & 9th, è ispirato un incrocio di New York che l'artista inglese attraversava tutti i giorni per andare in studio.

“Il nuovo lavoro è la cosa più rock che ho fatto da molto tempo a questa parte -ha dichiarato a Rolling Stone- Nel disco saranno comprese tutte le mie influenze, ma soprattutto sarà molto energico. Sono molto felice e voglio vedere come va.”

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Nell'album, caratterizzato da un’ampia gamma di stili musicali, si alternano brani come Inshallah che racconta di migranti in viaggio per l’Europa e One Fine day sui cambiamenti climatici.

Interessanti anche l’intensa Road Warrior, lo stile figurativo di Petrol Head e il singolo di lancio I Can’t Stop Thinking About You, in cui la chitarra ha un ruolo preminente.

In 57th & 9th spicca anche 50.000, un brano scritto la settimana della morte di Prince, “una riflessione sullo shock che si prova per la perdita di un’icona culturale”.

L’album è nato in modo impulsivo, con registrazioni concentrate in poche settimane per esaltare la spontaneità dei brani“È avvenuto tutto in modo molto veloce, molto spontaneo – racconta Sting – la mia idea è di cercare sempre di sorprendermi e sorprendere le persone con cui lavoro e, spero, gli ascoltatori”.L’album, prodotto da Martin Kierszenbaum, è disponibile nelle edizioni Standard, Deluxe e Super deluxe.

Gordon Matthew Sumner, in arte Sting, ha festeggiato da poco i 65 anni, anche se ne dimostra quindici di meno grazie a un fisico d’atleta, sempre sulla cresta dell'onda.

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Con i Police Sting è riuscito ad ammorbidire le asprezze del punk in un inedito rock-reggae, dando vita a capolavori come Outlandos d’amour, Reggatta de blanc e Synchronicity.

Dal 1985 l’artista inglese, che abita diversi mesi l'anno nella sua villa di Figline Valadarno(FI), ha continuato a mietere successi come solista, vincendo 10 Grammy, 2 Brits, 1 Golden Globe, 1 Emmy, 3 nomination agli Oscar, il Century Awards di Billboard Magazine, e il MusiCares Person of the Year nel 2004. È inoltre membro del Songwriters Hall of Fame e, nel 2014 ha ricevuto il Kennedy Center Honors. Nel corso della sua lunga carriera ha venduto quasi 100 milioni di dischi, tra album pubblicati con i Police e quelli da solista.

Alla soglia dei sessant’anni, Sting si è reinventato musicista “classico” con gli album Songs from the Labyrinth del 2006, coraggioso crossover tra pop e classica, If on a winter's night del 2009, dedicato ai i canti della tradizione natalizia inglese e irlandese, e Symphonicities del 2010, un mix tra grandi successi e brani più rari del suo repertorio riarrangiati in chiave orchestrale.

La sua ultima fatica discografica è stata nel 2013 l’album/musical The last ship, un intenso lavoro ispirato dai suoi ricordi dei cantieri navali di Wallsand, nel Nord Est dell’Inghilterra, accolto freddamente dal pubblico.

Nel 2016, con 57th & 9th , l'atteso ritorno al rock, che conferma ancora una volta che "tutte le piccole cose che fa sono magiche".

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