Steven Isserlis e la storia di Ciajkovskij

Un libro divertente e ironico sulla storia della musica

Steven Isserlis, "Perché Ciajkovskij si nascose sotto il divano?", Curci editore

Micol De Pas

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Perché Ciajkovskij si nascose sotto il divano? Chiedetelo a Steven Isserlis, violoncellista e autore dell'omonimo libro, appena uscito per Curci. Gli aneddoti sono tantissimi, su Pyotr Ilych Ciajkovsnkij, ma anche su altri cinque compositori, Georg Friederich Händel, Franz Joseph Haydn, Franz Peter Schubert, Antonin Dvoràk e Gabriel Fauré, e compongono una storia della musica in salsa ironica e scanzonata. Proprio come era accaduto nel primo volume scritto dal violoncellista, dal titolo Perché Beethoven lanciò lo stufato, pensato inizialmente per appassionare il proprio figlio alla musica e poi caso editoriale. Spassoso e istruttivo, come era stato definito dalla critica, anche questo secondo testo si preannuncia decisamente divertente, ma anche un utile strumento per i ragazzi.

Georg Friederich Händel - Geniale quanto folle, perso in un mondo tutto suo, ma spesso armato di spirito filosofico, siperdeva spesso nei suoi percorsi mentali durante i concerti o le prove, disorientando  completamente i cantanti. Come quella volta che il tenore minacciò di saltare dentro al clavicembalo se non avesse smesso. La risposta? «Se vuole veramente saltare, me lo dica subito, cos' vendo i biglietti. Certamente tutti vogliono vedere lei saltare und no cantare».

 

Franz Joseph Haydn - Basso, con le gambe corte e la faccia butterata; il naso è piuttosto importante, con una carne crescente così grossa che una delle narici risulta deformata e fgli rende la respirazione faticosa. Eppure, ha un bellissimo aspetto, perché ha un'esèressione così gentile che tutti (o quasi) lo adorano. Gli piace la compagnia dei bambini, tanto che tutti lo chiamano Papà Haydn e lui ne trae un gran conforto tanto da affermare: «Non morirò mai completamente». Aveva ragione: la sua musica appare moderna, ancora oggi!

 

Franz Peter Schubert - Era un tombolotto-spugna-fungo molto simpatico e quando vinceva la timidezza sapeva anche essere cordiale. Non visse a lungo, afflitto da una malattia che lo condusse alla morte, ma la sua musica risultò così potente...

 

Pyotr Ilych Ciajkovsnkij - Per un carattere come il suo niente è semplice. e quando era giovane, aveva talmente i nervi a fior di pelle che dirigeva per tutto il tempo con la mano destra per aria (cosa che non aiutava per niente gli orchestrali), mentre conla sinistra si sorreggeva la testa, perché era assolutamente convinto che gli si stesse per staccare dal collo. Morì all'apice del suo vigore creativo, i russi erano sotto choc; la sua musica faceva ormai parte della loro identità nazionale.

 

Antonin Dvoràk - A parte i piccioni, amava profondamente la campagna e tutto quello che vi cresce. Ma anche i treni: parlava con i ferrovieri, ispezionava le locomotive e raccoglieva un sacco di informazioni. Era così appassionato che una volta invece che rispondere al suo editore,  inviò con urgenza una lettera a un amico ferroviere... Vi sembrerà un bambino. E cosa c'è di meglio?

 

Gabriel Fauré - Aveva dei magnifici baffi da tricheco. D'accordo, probabilmente non era nato con quest'ultima caratteristica, ma con un innato istinto per la bellezza, sì. Basta pensare alla sua ultima composizione, il primo quartetto d'archi: la perfetta rappresentazione di come riuscisse a combinare l'età avanzata con uno spirito sempre giovane.

 
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